Sabato 16 Febbraio 2019 - 7:36

Immigrati, l'Ue: «Regole comuni sull'asilo«

BRUXELLES. La sfida dell'immigrazione «mette alla prova la capacità della Ue di rispondere a questa crisi. I numeri degli arrivi sono importanti, ma sono assolutamente gestibili per un continente da 500 milioni di abitanti». Lo ha detto il primo vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, in conferenza stampa nel corso di una visita a Calais, in Francia, dove migliaia di migranti si sono raccolti per tentare di raggiungere il Regno Unito. Ma per rispondere in maniera efficace al fenomeno della migrazione, «la cui sfida durerà, con i flussi destinati ad aumentare», i Paesi Ue «devono mostrare unità e responsabilità», ha aggiunto. «Serve una risposta collettiva al fenomeno dell'immigrazione» e occorre «unificare la nostra politica d'asilo su scala europea, come proposto a maggio».

«Nessun Paese europeo può nascondersi» e non partecipare al sistema di solidarietà e di redistribuzione di richiedenti asilo nella Ue, ha evidenziato Timmermans. «Anche per i Paesi europei al riparo da questa crisi - ha avvertito - quello dell'immigrazione è un problema. Non si può non far parte della soluzione», ha continuando riferendosi a quegli Stati, soprattutto dell'Est, restii ad accogliere rifugiati arrivati in Italia e Grecia. «Serve una mobilitazione collettiva dell'Unione europea. Le soluzioni comuni sono le uniche in grado di essere efficaci e durature», ha aggiunto.

VALLS. «Tutta l'Europa è coinvolta dal fenomeno dell'immigrazione e si deve mobilitare. Tutti i Paesi devono collaborare con l'Unione europea per affrontare questa crisi», ha detto il primo ministro francese, Manuel Valls, che ha accompagnato Timmermans nella visita. La linea da tenere, ha sottolineato, «deve poggiare su umanità, responsabilità e fermezza», per aiutare i richiedenti asilo e rimpatriare i migranti economici e per sostenere i Paesi di primo arrivo, come l'Italia e la Grecia. La Commissione europea, intanto, ha stanziato altri 5 milioni di euro per la gestione dell'immigrazione in Francia. «Questi nuovi fondi - ha spiegato Timmermans - serviranno a creare un nuovo campo in grado di offrire assistenza umanitaria per circa 1.500 migranti attorno a Calais e per sostenere il trasferimento dei richiedenti asilo da Calais verso altre destinazioni in Francia».

MERKEL. Anche Angela Merkel chiede ai Paesi dell'Unione Europea di fare di più per condividere l'onere dell'accoglienza dei migranti. «L'Europa nel suo insieme deve muoversi - ha detto la cancelliera tedesca in una conferenza stampa, sottolineando la necessità di una nuova legge sull'immigrazione in Germania - ed i suoi Stati devono condividere la responsabilità sui richiedenti asilo». «Se l'Europa fallisce sul tema dei rifugiati - ha ammonito - sarà distrutta la sua stretta connessione con i diritti civili universali».

Attivista italiano arrestato in Cisgiordania

GERUSALEMME. Un attivista italiano è stato arrestato venerdì dai militari israeliani a Nabi Saleh, in Cisgiordania. Vittorio Fera, 31 anni dell'organizzazione pro-palestinese International solidarity movement (Ism) comparirà domani davanti a un tribunale che deciderà quali provvedimenti adottare nei suoi confronti. La notizia è stata diffusa dalla stessa organizzazione. Fera è accusato di aver lanciato pietre e di avere attaccato i militari durante una manifestazione contro gli insediamenti israeliani nella zona. Un'accusa definita dall'Ism «senza fondamento».

Immigrati, fermato un altro tir in Austria: gravi tre bambini

VIENNA. Sono in gravi condizioni tre bambini trovati su un tir in Austria, a bordo del quale erano presenti 26 migranti. Lo riferisce la polizia locale e, come si legge sul sito della Bbc, il veicolo è stato fermato nel distretto di Braunau. Le persone all'interno del tir sarebbero provenienti da Siria, Afghanistan e Bangladesh. I tre bambini sono gravemente disidratati. Il conducente rumeno è stato arrestato dopo un inseguimento.

 

Per il naufragio di due barconi e la morte di circa 200 migranti al largo delle coste libiche sono stati arrestati tre libici. Lo riferisce l'agenzia di stampa Dpa, che riporta una notizia diffusa dall'organizzazione Migrant Report con sede a Malta, secondo cui i tre, di età compresa tra i 21 e i 29 anni, sono stati arrestati giovedì notte dalle autorità libiche a Zuwara. I tre, le cui identità non sono state rivelate, sarebbero tuttora trattenuti a Zuwara.

 

La Mezzaluna Rossa libica ha recuperato i corpi di 116 migranti deceduti nel naufragio, molti sono bambini. Secondo i sopravvissuti alla strage, a bordo c'erano tra le 430 e le 470 persone.

È terminata intanto nel carcere Pagliarelli di Palermo l'udienza di convalida del gip Giangaspare Camerini sui dieci maghrebini fermati ieri mattina dalla Polizia e dalla Guardia di Finanza per omicidio per la morte dei 52 migranti asfissiati nella stiva del barcone con oltre 400 persone a bordo. Tre dei fermati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre gli altri tre si sono difesi dicendo che sono dei profughi in fuga dalla guerra. Il gip dovrà decidere entro domani sulla convalida dei fermi emessi dalla Procura.

Quello delle vittime è un tragico bilancio che continua ad aumentare. Sulla nave 'Diciotti' della Guardia Costiera arrivata nel porto di Messina con a bordo 683 migranti raccolti al largo del Canale di Sicilia, c'erano anche i corpi senza vita di due donne.

Questa mattina è arrivata anche la nave Corsi della Guardia costiera al porto di Corigliano Calabro con a bordo 254 migranti di varie nazionalità. Sull'imbarcazione c'erano 180 uomini, 69 donne, di cui due in gravidanza, e cinque minori.

Strage a Bangkok, arrestato un turco

BANGKOK. Un uomo è stato arrestato a Bangkok per l'attentato che il 17 agosto ha provocato 20 morti nella capitale della Thailandia. A quanto riferisce il quotidiano locale 'Khaosod Newspaper', una task force della polizia e dell'esercito ha arrestato un sospetto di nazionalità turca in un appartamento dell'area di Nong-Jok. Nell'appartamento dell'uomo, 28 anni, sono stati trovati materiali per la realizzazione di bombe. Il portavoce della polizia Prawut Thavornsiri ha detto all'agenzia stampa Dpa che nell'area «è in corso un'operazione», ma non ha voluto dare altri dettagli. Nei giorni scorsi Anthony Davis, analista di IHS Jane specializzato in temi di sicurezza, era intervenuto in un forum avanzando l'ipotesi che la bomba a Bangkok fosse stata piazzata dall'organizzazione turca di estrema destra dei Lupi Grigi. A suo parere l'attentato al tempietto hindu di Erawan non corrispondeva agli schemi degli attentati opera di gruppi locali o della regione. I Lupi Grigi, secondo la sua ipotesi, avrebbero potuto agire per vendicare la decisione del governo thailandese di rimpatriare in Cina i rifugiati della minoranza musulmana cinese degli uiguri. Fra i 20 morti e gli oltre 130 feriti dell'attentato vi erano molti turisti cinesi.

Secondo il quotidiano 'The Nation', nell'appartamento dell'uomo arrestato sono state rivenute biglie di metallo simili a quelle trovate sul luogo dell'attentato oltre ad altro materiale per confezionare le bombe. Fonti della polizia riferiscono che l'uomo assomiglia molto all'identikit che era stato diffuso sulla base delle immagini delle telecamere di video sorveglianza. Circa 100 uomini della polizia e l'esercito hanno partecipato al raid per catturare l'uomo in un appartamento preso in affitto. Secondo vicini citati dai media thailandesi, l'uomo viveva nell'appartamento da almeno un mese prima dell'attentato.

India, neonato ucciso dai topi in ospedale

NUOVA DELHI. Un bimbo di pochi giorni, era nato il 17 agosto, è stato ucciso dai topi nel reparto pediatrico dell'ospedale di Guntur vicino a Vijayawada nello stato di Andhra Pradesh. «Li avevamo visti, avevamo avvertito i dottori, ma non hanno fatto niente - accusa la madre, parlando con il Times of India -. Il mio piccolo è stato morso al volto, all'occhio sinistro e alle dita». «I medici ci hanno detto che abbiamo un altro figlio e quindi non ci dobbiamo lamentare» ha detto il padre in lacrime. Sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta.

Girone colpito da febbre dengue

NUOVA DELHI.Salvatore Girone, apprende l'Adnkronos, è stato colpito dalla febbre Dengue ed è attualmente ricoverato in ospedale a New Delhi. La situazione del marò italiano non è grave, il fuciliere di marina è assistito anche da medici italiani.  Il ricovero in ospedale è precauzionale, come sempre avviene in questi casi e come accaduto già in passato con altri soldati italiani in missione all'estero. Il ministero della Difesa segue da vicino la vicenda e il ministro della Difesa ha già sentito il fuciliere di Marina, trattenuto in India da più di tre anni.

Austria, decine di profughi morti asfissiati in un camion

VIENNA. La polizia austriaca ha trovato i corpi di decine di profughi morti asfissiati in un camion, abbandonato lungo l'autostrada A4 nell'est del Paese. «Una giornata nera, una tragedia che ci coinvolge tutti», ha detto il ministro dell'Interno austriaco, Johanna Mikl-Leitner, confermando la notizia diffusa in prima battuta dal 'Kronenzeitung'. Le autorità austriache non hanno ancora fornito un bilancio definitivo delle vittime, parlando di almeno 20 morti, ma secondo i media austriaci il numero potrebbe arrivare a 50. Il ministro ha poi aggiunto che questa tragedia sottolinea l'urgenza di politiche comune della Ue per proteggere i migranti e combattere il traffico di esseri umani. La tragedia è avvenuta proprio mentre a Vienna è in corso un summit tra Paesi dell'Ue e dei Balcani che ha al centro la crisi dei migranti.

Reporter uccisi in diretta tv, Obama rilancia la lotta alle armi facili

WASHINGTON. La violenza provocata dall'eccessiva diffusione di armi in America uccide più del terrorismo. Così Barack Obama, in un'intervista televisiva con l'Abc, ha commentato la sparatoria avvenuta in Virginia, dove due giornalisti televisivi sono stati uccisi in diretta tv da un loro ex collega che poi, dopo essere stato braccato per ore dalla polizia, si è suicidato. «Mi si spezza il cuore ogni volta che leggo o sento di questi incidenti - ha detto il presidente - quello che noi sappiamo è che il numero di persone che muoiono in violenze collegate alla diffusione delle armi in questo Paese supera nettamente quelle provocate dal terrorismo».

Intanto emergono nuovi particolari su Vester Flanagan, l'ex reporter che ieri ha ucciso i due giornalisti. Secondo quanto rivela oggi il 'Guardian', prima di essere licenziato aveva ricevuto una lettera dei vertici dell'emittente Wdbj7 in cui, facendo riferimento alle lamentele dei colleghi per i suoi accessi d'ira, gli veniva chiesto di rivolgersi a un medico. Il 'Guardian' precisa di aver ottenuto la copia dei messaggi inviati dall'allora direttore dell'emittente Dan Dennison al reporter e ai suoi superiori.

«Questa è una richiesta che deve essere rispettata, pena l'interruzione del contratto di lavoro», scriveva il 30 luglio Dennison nella lettera di richiamo a Flanagan per «gli scoppi d'ira» contro i colleghi, il «linguaggio violento e l'atteggiamento aggressivo» tenuto sul lavoro. Ma già nel maggio di quell'anno - due mesi dopo che Flanagan, che sullo schermo usava lo pseudonimo Bryce Williams, era stato assunto - Dennison avvertiva il giornalista del fatto che il suo comportamento in diverse occasioni aveva «fatto sentire i colleghi a disagio o minacciati».

Gli avvisi non ottennero i risultati sperati se alla fine di dicembre dello stesso anno, il direttore, in una mail a colleghi, raccontava di aver dato al giornalista l'ultima possibilità di salvare il suo lavoro. «Non sono sicuro su come andrà a finire» scriveva il direttore che tre mesi dopo licenziò Flanagan. Nella lettera di licenziamento si citano come motivazioni «un rendimento non soddisfacente sul lavoro e l'incapacità di lavorare in squadra». In particolare nei suoi memo Dennison sottolinea come il reporter avesse problemi in particolare con i cameramen con cui usciva per realizzare i servizi, «interpretando male le loro azioni e considerandole attacchi personali». A luglio il capo redattore di Flanagan definiva «inaccettabile» il suo comportamento con i colleghi, sottolineando che l'area che andava migliorata «immediatamente era quella dei rapporti con i cameramen».

Usa, giornalista e cameraman uccisi in diretta tv

WASHINGTON. Vester Lee Flanagan, l'assassino della giornalista Alison Parker e del cameraman Adam Word che lavoravano all'emittente tv Wdbj7, è morto. Flanagan era ricoverato in condizioni gravissime per essersi sparato, dopo che la polizia aveva cercato di fermare la macchina a bordo della quale stava fuggendo. lungo l'Interstate 66. Sulle ultime convulse fasi della vicenda si sono infatti susseguiti continui aggiornamenti. «Stiamo ricevendo notizie contrastanti, potrebbe essere ancora vivo», aveva dichiarato il capo della Pubblica Sicurezza della Virginia, Brian Moran, anticipando in qualche modo che Vester Lee Flanagan, 41 anni, ex reporter della stessa emittente, non fosse deceduto.

Le autorità avevano però confermato che l'uomo aveva tentato il suicidio mentre non era chiaro se ci fosse o meno stata una fuga di Flanagan in auto e un inseguimento della polizia. È invece incontestabile che Flanagan - che da giornalista usava lo pseudonimo di Bryce Williams - abbia realizzato e pubblicato sui social un video dell'omicidio, nel quale in primo piano si vede la pistola esplodere i colpi mortali che raggiungono i due reporter. Pochi minuti dopo, tuttavia i siti hanno sospeso l'account di Flanagan e rimosso i post.

Le autorità stanno invece cercando di appurare se alla base del doppio omicidio ci possano essere dei motivi razziali o rivalità sul lavoro. Nei messaggi postati su Twitter, Flanagan aveva accusato Alison Parker di aver fatto dei commenti razzisti sul suo conto e aveva aggiunto di essersi rivolto alla Equal Employment Opportunity Commission. Ma alla fine era stato lui a perdere il posto. «Dopo quello che ha fatto hanno assunto lei???», aveva scritto su un altro Tweet. Prima di mettere in pratica i suoi propositi omicidi, Flanagan-Williams aveva scritto una sorta di dossier di 23 pagine, in cui aveva raccontato la sua storia, dossier che aveva inviato via fax all'Abc.

Nel 2000 Flanagan aveva già fatto causa a una tv in Florida. Il reporter afroamericano aveva accusato la Wtwc, affiliata della Nbc di Tallahassee, di aver permesso che lui ed altri dipendenti afroamericani venissero chiamati 'scimmie". Ed in generale di tollerare l'utilizzo in redazione di un linguaggio offensivo nei confronti dei neri. La causa, che prevedeva una richiesta di danni per 75mila dollari, arrivò di fronte a un giudice federale e fu chiusa con un accordo nel 2001.

Riguardo alla sua esperienza alla WDBJ7, il manager descrive Flanagan come una persona difficile. «L'abbiamo assunto come reporter e aveva anche talento. Ma presto si è guadagnato la fama di uno con cui era difficile lavorare e che si offendeva subito. Dopo diversi incidenti provocati dai suoi scoppi di rabbia, abbiamo interrotto il suo contratto e non la prese bene, al punto che dovemmo chiamare la polizia. Da allora ha presentato diversi ricorsi alla commissione per le pari opportunità, sostenendo che i colleghi gli avevano rivolto commenti razzisti. Ma nessuna di queste accuse sono state provate».

Ungheria, gas lacrimogeni contro profughi siriani

BUDAPEST. La polizia ungherese ha lanciato gas lacrimogeni contro i profughi siriani nell'affollato campo d'accoglienza di Roszke, presso la frontiera con la Serbia. Gli scontri, spiega la Bbc, sono scoppiati dopo il rifiuto dei migranti di farsi registrare e prendere le impronte digitali. I profughi temono che così facendo sarebbero costretti a chiedere asilo a Budapest, mentre il loro obiettivo è raggiungere il nord Europa e soprattutto la Germania.

Continua intanto a salire il numero dei rifugiati, in gran parte siriani, che varcano la frontiera ungherese, superando la barriera lunga 174 chilometri che il governo di Budapest sta costruendo per bloccare il flusso degli arrivi. Secondo dati diffusi oggi, le autorità magiare hanno registrato ieri 2.553 ingressi illegali provenienti dalla Serbia, 460 in più di lunedì.

Fuggiti dagli orrori della guerra, migliaia di siriani sono sbarcati sulle isole greche provenienti dalla Turchia. Il loro cammino verso l'Europa settentrionale procede poi attraverso Macedonia, Serbia e Ungheria.

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