Giovedì 20 Settembre 2018 - 19:29

Tunisi, spari in una caserma nella zona del Bardo: quattro morti

TUNISI. Sparatoria in una caserma delle forze di sicurezza nel centro di Tunisi. È di quattro morti, compreso l'attentatore, e 15 feriti il nuovo bilancio dell'attacco contro la struttura Bouchoucha, che si trova si trova nella zona del Bardo. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, precisando che le vittime sono tutti militari. Le autorità hanno escluso l'ipotesi di un «attentato terroristico». È stato infatti un «sergente sospeso dal servizio» a sferrare l'attacco, riferisce la tunisina Radio Mosaique. Secondo la ricostruzione dell'emittente, il sergente sarebbe riuscito a entrare nella caserma e a sottrarre l'arma a un soldato. L'uomo avrebbe così sparato contro un colonnello e altri otto militari. I feriti, precisa la radio, sono stati tutti trasferiti all'ospedale militare di Tunisi.

 
«Non si è trattato di un attacco terroristico», ha detto il portavoce del ministero della Difesa Belhassen Oueslati, dopo che il portavoce del dicastero degli Interni aveva parlato di un'azione di «terroristi». Poco prima, infatti, Mohamed Ali Aroui aveva affermato che «violenti» scontri erano in corso tra «terroristi» e forze di sicurezza nel «perimetro della caserma di Bouchoucha».

A Barcellona
e Madrid vola lo Tsipras spagnolo

MADRID. Terremoto politico, in effetti ampiamente annunciato, in Spagna, dove alle elezioni amministrative che si sono svolte ieri il partito anti-austerity Podemos ha avuto una valanga di voti, vincendo a Barcellona e costringendo i Popolari ad un testa a testa a Madrid. Il partito del premier Mariano Rajoy ha perso quasi 11 punti rispetto alle elezioni del 2011 ed il controllo di Extremadura, Comunidad Valenciana, Cantabria, Aragón, Castilla-La Mancha e Baleares.

Ma la sconfitta simbolicamente più pesante è quella che rischia di registrare a Madrid, città che i Popolari governano dal 1991, e dove la coalizione Ahora Madrid guidata dalla formazione politica di Pablo Iglesias che ha avuto il suo primo exploit alle ultime elezioni europee, si è imposta con la candidata Manuela Carmena che, insieme a Ada Colau a Barcellona, sono diventate il volto e il simbolo del cambiamento. In effetti i popolari hanno ottenuto un consigliere in più, ma non ha i voti per governare da solo, ed è quindi probabile che Ahora Madrid governi in coalizione con i socialisti.

A livello nazionale, i popolari si sono attestati al 27%, poco distanti dal 25,2% dei socialisti che sono anche molto arretrati nelle grandi città, loro tradizionale bacino di voti. Oltre alle dirette conseguenze per l'amministrazione delle grandi città questi risultati elettorali, e l'arretramento dei grandi due partiti storici spagnoli a favore delle nuove formazioni, costituiscono un test significativo in vista delle prossime elezioni politiche, il prossimo novembre.

L'Isis attacca
la first lady: «Michelle Obama una prostituta»

WASHINGTON. Lo Stato islamico giustifica il rapimento e lo stupro di giovani schiave e attacca la first lady americana, Michelle Obama, definendola una «prostituta» il cui prezzo «forse non supera nemmeno un terzo di un dinaro». La farneticante provocazione arriva da una sposa jihadista, attraverso un articolo, intitolato «Ragazze schiave o prostitute», pubblicato su Dabiq, la rivista in lingua inglese di propaganda del Califfato.

Donna prigioniera in una cassa di legno per 4 mesi

JEFFERSON CITY. Tenuta prigioniera in una cassa di legno per quattro mesi una donna in Missouri è riuscita a scappare lo scorso aprile, ma questa settimana è stata uccisa insieme a suo figlio. Lo riferiscono i media americani, precisando che il sospetto accusato degli omicidi è stato colpito mortalmente ieri dalla polizia. James Barton Horn Jr. - che era accusato, tra l'altro, oltre che dei due omicidi, anche di sequestro - è stato colpito in una casa nella contea di Johnson, dove si era nascosto. «Era armato e non voleva arrendersi. Ha minacciato gli agenti», hanno spiegato le autorità. Horn, 47 anni, ha tenuto la sua ex, la 46enne Sandra Sutton, in una cassa a Sedalia da gennaio ad aprile. Dopo avere ricevuto una telefonata da una città a 45 miglia da Sedalia, le autorità hanno trovato la donna e suo figlio di 17 anni morti. Erano stati ospitati, ha spiegato la polizia, da alcuni parenti della donna dopo che era riuscita a fuggire dal suo presunto rapitore.

La Grecia: finiti
i soldi per pagare
il Fmi

ATENE. La Grecia non potrà ripagare i prestiti del Fondo monetario internazionale il prossimo mese perché non ha soldi per farlo. «Le quattro rate per l'Fmi - ha spiegato il ministro dell'Interno greco, Nikos Voutsis, all'emittente greca Mega Tv - a giugno ammontano a 1,6 miliardi di euro, questi soldi non verranno dati» perché «non ci sono».

«Una volta che si fa parte di una unione monetaria, uscirne sarebbe catastrofico...», ha detto Yanis Varoufakis, ministro delle Finanze, rispondendo alle domande della Bbc sulle conseguenze di un'eventuale uscita della Grecia dall'euro. Le manovre per uscire «equivalgono all'annuncio di una svalutazione» monetaria. «Sarebbe un disastro per tutti gli interessati. Sarebbe l'inizio della fine del progetto della moneta comune in Europa», ha aggiunto Varoufakis.

«La Grecia ha fatto enormi passi per arrivare ad un accordo. Noi abbiamo fatto tre quarti del percorso, loro ora devono venirci incontro per un quarto della strada -ha proseguito soffermandosi sul rapporto con i creditori internazionali-. Negli ultimi 4 mesi, la Grecia non ha dovuto solo gestire il pagamento di stipendi e pensioni, ma ha dovuto estrarre dal pubblico il 14% del Pil per rispettare gli impegni con i creditori internazionali. Ad un certo punto non saremo più in grado di farlo».

Nsa, Senato Usa blocca iter legge su raccolta intercettazioni

Il Senato americano ha bloccato il provvedimento procedurale relativo all'iter della legge che avrebbe posto fine alla raccolta, da parte della Nsa, delle intercettazioni telefoniche private, un programma denunciato da Edward Snowden nel 2013. La legge a cui è stato dato il nome di Us Freedom Act, sostenuta dalla Casa Bianca e considerata come un compromesso fra le numerose e diverse posizioni emerse, era stata approvata alla Camera la scorsa settimana. Il Senato - dove sono stati 57 i voti a favore, tre in meno della soglia necessaria, e 42 i contrari - è rimasto riunito dopo l'una di questa mattina (ora di Washington). La legge prevedeva che a conservare i dati sulle intercettazioni fossero le compagnie telefoniche ma è stata accolta al Senato dall'opposizione del leader della maggioranza repubblicana Mitch McConnell e da numerosi, ma non tutti, repubblicani, per cui costituisce un potenziale rischio per la sicurezza nazionale, anche perché non è mai stata messa alla prova. La legge in vigore scade a fine mese. Il Senato tornerà a riunirsi il 31.

Matrimoni gay,
in Irlanda
vincono i sì

DUBLINO. L'Irlanda ha votato in massa a favore dei matrimoni gay. È quanto emerge dai primi risultati del referendum di ieri, confermati da un tweet del ministro per le Pari opportunità irlandese, Aodhan O Riordain. «È sì - scrive - Una valanga a Dublino, sono fiero di essere irlandese». «È un giorno storico per l'Irlanda», ha fatto eco il ministro della Sanità, Leo Varadkar, citato dalla radio Rte. Dopo le prime indicazioni, dalle quali emergerebbe che a favore avrebbe votato il 60% degli irlandesi, il fronte del 'no' ai matrimoni gay ha ammesso la sconfitta. «C'è una chiara vittoria per il campo del sì», ha detto, citato dalla tv Rte, David Quinn, direttore dell'Istituto Iona, gruppo per la difesa dei valori cattolici, mentre sono ancora in corso le operazioni di spoglio delle schede ed i risultati ufficiali sono attesi per metà pomeriggio.

 

Gli elettori irlandesi - i primi al mondo a essere chiamati a votare in un referendum sulle nozze gay - dovevano votare sì o no all'introduzione di un emendamento in Costituzione che stabilisce che «il matrimonio può essere contratto secondo la legge da due persone, senza alcuna distinzione di sesso».

 

Austria, treno travolge auto:
cinque morti
fra cui tre bimbi

VIENNA. Un treno ha travolto un'auto a un incrocio privo di passaggio a livello in Austria: cinque passeggeri, fra cui tre bambini, sono morti. Altri tre bambini sono in gravi condizioni. L'incidente è avvenuto ieri sera in piena campagna, 120 chilometri a ovest di Vienna, rende noto l'agenzia Apa.

Mezza Siria conquistata dall'Isis

ROMA. «Lo Stato islamico non ha distrutto il sito archeologico di Palmira, almeno per ora». Sono queste le ultime notizie che arrivano dall'antica città al centro della Siria che due giorni fa è stata occupata dai jihadisti dell'Is. In un'intervista ad Aki-Adnkronos International, l'attivista Abu Muhammad al-Tadmori, che vive a Palmira, in arabo Tadmor, ricorda che «il regime aveva provveduto a rimuovere la maggior parte dei reperti dal museo della città già diversi giorni prima dell'attacco dell'Isis».

Stando ad al-Tadmori, «il giorno in cui l'Isis ha conquistato la città gli elementi della sicurezza militare che presidiavano il museo hanno caricato due camion di reperti prima di fuggire». Allo stato attuale «non è possibile verificare lo stato in cui si trova il museo, in quanto l'Is ha imposto il divieto di circolazione in quell'area», spiega l'attivista. Quanto ai contatti tra i miliziani estremisti e la popolazione locale, «si limitano a fugaci scambi di parole. L'Isis - aggiunge - ha promesso che attaccherà solo le bande del regime di Assad e chi collabora con esse». Per il resto «sono stati amichevoli con la gente mentre perquisivano le case alla ricerca di elementi del regime», sottolinea.

Per quel che riguarda i detenuti del carcere di Tadmor, l'attivista conferma la notizia del loro trasferimento: «Abbiamo visto con i nostri occhi che il regime ha trasferito i detenuti. In parte - precisa - sono stati collocati su dei pick-up e condotti via passando in mezzo alla città». Successivamente «il canale 'Sama' di proprietà del regime ha dichiarato che si trattava di abitanti di Tadmor che chiedevano di essere armati per difendere la città», spiega l'attivista, sottolineando che un altro gruppo di detenuti «è stato invece trasferito in macchine chiuse verso la sede della sicurezza militare. Per quanto ne sappiamo - aggiunge - nel momento in cui è stato assaltato il carcere era vuoto».

Tadmori avverte poi che la situazione umanitaria in città «è molto critica. Mancano luce e acqua da giorni e le riserve alimentari degli abitanti si stanno esaurendo. Inoltre - conclude - c'è carenza quasi assoluta di medicine».

La cattolica Irlanda alle urne per le nozze gay

DUBLINO. Seggi aperti in Irlanda, dove gli elettori sono chiamati a decidere con un referendum sul tema dei matrimoni gay, primo paese al mondo a farlo. In concreto, gli aventi diritto dovranno pronunciarsi su un emendamento alla costituzione che autorizza il matrimonio, nel rispetto della legge, tra due persone senza distinzioni di genere. A votare sono circa 3,2 milioni di elettori. I seggi hanno aperto alle 7 ora locale e chiuderanno alle 22.

 
Nella conferenza stampa finale tenuta prima del voto, il premier irlandese Enda Kenny ha dichiarato di non avere dubbi, da cattolico, «sull'estensione del diritto di sposarsi alle coppie gay», e si è detto certo del fatto che l'elettorato non abbia «nulla da temere nel votare Sì». Gli ultimi sondaggi indicavano come probabile una vittoria del sì, anche se determinante sarà l'affluenza alle urne. Gli elettori sono chiamati inoltre ad esprimersi su una proposta che chiede di abbassare a 21 anni l'età minima di eleggibilità alla carica di presidente, finora 35 anni.

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