Mercoledì 19 Settembre 2018 - 15:53

Sanità, De Luca contro il Governo: «Sui livelli di assistenza dati del 2015»

di Mario Pepe

NAPOLI. «Strano che dopo i recentissimi Stati Generali della Sanità campana, nei quali abbiamo illustrato in maniera documentata e inequivocabile la svolta in atto, ci si continui a riferire ai dati del 2015 della classifica dei Livelli essenziali assistenza». A dirlo Vincenzo De Luca, governatore della Campania, risponde in un post che sarà pubblicato su Facebook al ministro della Salute, Giulia Grillo, che ha parlato di Campania come ultima nella griglia dei Livelli essenziali di assistenza. «Quella realtà non esiste più - sottolinea -. Ed è inaccettabile che circolino immagini della realtà sanitaria campana assolutamente non veritieri. Potrebbe essere utile, allora, un incontro pubblico a Napoli con il ministro della Salute Grillo, perché ci possa esser un confronto corretto e costruttivo sui dati reali della sanità campana». Ma è polemica. Maria Grazia Di Scala, consigliere regionale di Forza Italia, accusa: «Altro che #maipiùultimi come sostiene De Luca che solo ad aprile, come leggiamo nei documenti, si accorge di non aver ancora messo in piedi nessuno strumento per il monitoraggio delle liste d’attesa. Nulla fino ad aprile e nulla fino a due giorni fa allorché, con un colpo di genio, decide di far spendere a Soresa giusto 38 mila euro per affidare di fretta e furia ad una società esterna il riuso di una piattaforma web base più o meno utile allo scopo». E Valeria Ciarambino (M5S) rincara: «Finalmente un ministro che ha ascoltato le nostre richieste e il grido d'allarme di pazienti, medici, infermieri e personale sanitario di questa regione ed ha messo in agenda la Campania come priorità assoluta.  Una regione che resta fanalino di coda per i livelli essenziali di assistenza ed è agli ultimi posti per aspettativa di vita e che per queste ragioni ha portato il ministro a riflettere sull'opportunità di nominare un nuovo commissario in luogo di quello attuale». Sul fronte della maggioranza, Franco Moxedano (Idv) sottolinea che «la sanità campana non ha bisogno di ritornare nelle mani di commissari burocrati ma di ripristinare una gestione ordinaria».

Capua, rancori dietro l'omicidio-suicidio

CAPUA. Avrebbe ucciso il figlio e la moglie, e poi si è tolto la vita, per una situazione di astio nei confronti del figlio che si trascinava da anni. È questa la motivazione alla quale sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Capua nella notte dopo aver ascoltato amici e parenti di Francesco Fioretti, il 76enne che ieri all'interno della sua azienda agricola a Capua ha ucciso a colpi di fucile, legalmente detenuto, la moglie Angela, 63 anni, e il figlio Felice, 44 anni. A chiamare i carabinieri era stato un cittadino rumeno che aveva sentito alcuni colpi di arma da fuoco provenire dall'azienda. Secondo quanto raccontato da parenti tra padre e figlio da anno c'erano screzi sulla gestione dell'azienda familiare. 

Fondi alle onlus, obbligo di firma per lady De Mita

AVELLINO. C'è anche Annamaria Scarinzi, moglie dell'ex presidente del Consiglio e oggi sindaco di Nusco Ciriaco De Mita, tra i 6 destinatari dell'ordinanza eseguita dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Avellino nell'ambito delle indagini sull'operato di due associazioni onlus, impegnate nel settore della riabilitazione e dell'assistenza ai disabili, che hanno percepito finanziamenti pubblici. Per due destinatari dell'ordinanza sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre per gli altri quattro, tra i quali Scarinzi, l'obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria. Le indagini, coordinate dalla Procura di Avellino guidata dal procuratore Rosario Cantelmo, sono scattate a seguito delle analisi effettuate dai finanzieri sui flussi finanziari delle due associazioni. In particolare, l'approfondimento di alcune operazioni bancarie sospette ha fatto emergere un elevato flusso di denaro che, dai conti correnti delle due onlus, confluiva verso due società avellinesi, una operante nel settore informatico e una avente come attività principale quella di gestore di bar, senza trovare una valida giustificazione nella causale delle fatture emesse a fronte dei pagamenti ricevuti, in quanto non compatibili con l'attività esercitata dai beneficiari. 

Mare Monstrum, coste campane assediate dai rifiuti

NAPOLI. Le coste campane assediate, da tonnellate di rifiuti, dagli scarichi inquinanti delle tante località che ancora non hanno una depurazione efficiente, dal cemento illegale che non viene demolito. Ma anche dai pescatori di frodo che fanno razzie e dai diportisti che sfrecciano su barche, motoscafi e moto d’acqua senza alcun rispetto per il codice della navigazione. Legambiente presenta Mare Monstrum la fotografia dello stato del mare campano, un  un tassello importante per valutarne lo stato di salute, ossia quello degli illeciti sanzionati dalle forze dell’ordine. Nel 2017 la Campania si conferma maglia nera del mare illegale: le infrazioni contestate sono state 2.715, oltre 7 al giorno, con un incremento rispetto all’anno precedente dell’ 4,7%. Le persone denunciate e arrestate 2.843, e i sequestri 959, in crescita – significativa - del 14,3%. La Campania- denuncia Legambiente- risulta anche la peggiore a livello nazionale per numero d’ infrazioni contestate dalle forze dell’ordine riguardanti depuratori inesistenti o mal funzionanti, scarichi fognari abusivi, sversamenti illegali di liquami e rifiuti: sono 1.347 reati, il 22,1% del totale con un incremento del 43% rispetto lo scorso anno e con un exploit per quanto riguarda le persone denunciate o arrestate ben 1419(+23,2%) e per numero sequestri 526(+16,8%).

Voto di scambio, sequestrati atti a Maddaloni

CASERTA. La Squadra Mobile di Caserta ha sequestrato al Comune di Maddaloni, nel Casertano, la documentazione relativa alle operazioni elettorali avvenute lo scorso 10 giugno. Il blitz è stato disposto dalla Dda di Napoli - sostituto Luigi Landolfi - che sta indagando per il reato di voto di scambio politico-mafioso a carico di una candidata al consiglio comunale, sorella di un boss della camorra maddalonese, recentemente condannato all'ergastolo per omicidio. La donna, in passato consigliere comunale, si presentava in una lista civica a sostegno del sindaco Andrea De Filippo (vincitore il 10 giugno con il 59,7% dei consensi) e non è stata eletta, ma la Dda ipotizza che il voto possa essere stato comunque condizionato a suo favore dalla camorra. Sono stati acquisiti i verbali delle operazioni di spoglio nei vari seggi cittadini. 

Banconote e valori bollati falsi, sei arresti tra Napoli e Caserta

NAPOLI. Eseguiti su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli 6 provvedimenti cautelari nei confronti di altrettanti membri di un’organizzazione criminale responsabile di falsificazione, introduzione sul territorio dello Stato, detenzione e messa in circolazione di banconote e valori bollati falsi e truffa aggravata ai danni dello Stato e 5 perquisizioni nei confronti di altrettante persone.

L’indagine, convenzionalmente denominata “Il Rosso”, avviata nell’ottobre 2016 e tesa al contrasto di un gruppo criminale ben organizzato e strutturato, operante nell’area campana nella produzione e distribuzione di valori bollati e banconote false, segue altre quattro importanti operazioni nello specifico settore dei valori bollati contraffatti, “Marche Legali” di novembre 2014, “Cicero” di luglio 2015, “Falco” di dicembre 2016 e “Toghe Pulite” di luglio 2017.

Lo sviluppo delle indagini, delegate al Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria dal Sostituto Procuratore presso la Procura di Napoli dottor Giuseppe Cimmarotta, ha consentito di ricostruire un nuovo canale di diffusione delle marche contraffatte, depositate presso il TAR di Napoli, gli uffici giudiziari, il Pubblico Registro Automobilistico e la Motorizzazione delle province di Napoli e Caserta, con un elevato danno erariale in corso di quantificazione.

L’attività investigativa ha consentito nel tempo di: localizzare due laboratori clandestini allestiti per la produzione di valori bollati falsi; trarre in arresto in flagranza di reato i quattro falsari trovati in possesso di strumentazione e materiale idoneo alla produzione di valori di bollo falsi; deferire in stato di libertà due persone responsabili di detenzione e distribuzione di contrassegni telematici falsi; trarre in arresto un soggetto trovato in possesso di 249 banconote false da 50 euro.

Tra i vari componenti dell’organizzazione, che operava sul territorio delle province di Napoli e Caserta, figurano 6 avvocati del foro di Napoli e Avellino e 5 titolari di agenzie automobilistiche, che hanno utilizzato stabilmente valori di bollo falsi presso i suindicati uffici.

Facevano soldi sui centri per migranti, 5 arresti e 36 indagati

BENEVENTO. Eseguita, da parte della Polizia di Stato di Benevento, dei Carabinieri del Nucelo Investigativo di Benevento e del Nas, Reparto Nucleo antisofisticazione e sanità di Salerno di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Benevento, nei confronti di 5 persone tra cui un funzionario pubblico, un impiegato del Ministero della Giustizia ed un appartenente alle forze dell'ordine, accusati a vario titolo di diversi reati di truffa ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode in pubbliche forniture, corruzione e rivelazione di segreti d'ufficio. L'indagine, partita nel novembre 2015 e coordinata dalla Procura di Benevento ha avuto origine da un esposto ed ha fatto luce su di una serie di gravi comportamenti illeciti riguardanti la gestione dei centri di accoglienza per migranti della Provincia di Benevento. Le investigazioni hanno permesso di ricostruire un sistema criminale che sostanzialmente lucrava sulle assegnazioni pilotate dei migranti, sul sovraffollamento dei centri, sulla falsa attestazione di presenze degli ospiti, con la connivenza di alcuni pubblici dipendenti. Nello stesso procedimento sono indagate altre 36 persone, accusate di diversi reati scopo. Alle ore 11,30 si terrà una conferenza stampa presso la Procura della Repubblica di Benevento.

Avvocato ferito da pacco bomba, condizioni restano gravi

SALERNO. Sono stazionarie ma restano gravi le condizioni di Giampiero Delli Bovi, il 29enne avvocato rimasto ferito nell'esplosione di un pacco bomba all'interno della sua abitazione a Montecorvino Rovella, in provincia di Salerno. I sanitari dell'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno confermano la prognosi riservata, precisando che «oltre al grave sfacelo traumatico ad entrambi gli arti superiori, si ravvisano lesioni da barotrauma agli organi di senso, ustioni all'arto inferiore destro e lesioni cutanee multiple da scoppio». Ieri sera Delli Bovi ha ricevuto la visita dell'assessore regionale Chiara Marciani e del presidente del Forum regionale dei Giovani delle Campania, Giuseppe Caruso. Rosa D'Amelio, presidente del Consiglio regionale della Campania, ha spiegato di aver sentito telefonicamente Caruso per informarsi sull'esito della visita dicendosi «sconcertata per quanto accaduto» ma anche «fiduciosa nel lavoro degli inquirenti volto ad accertare le responsabilità di un atto tanto folle quanto riprovevole». 

Città metropolitana, blitz contro reati ambientali

NAPOLI. Dalle prime ore di questa mattina, infatti, personale del Comando di Polizia Metropolitana di Napoli e i militari del Comando Carabinieri Noe Caserta del  gruppo carabinieri tutela ambientale di Napoli, congiuntamente, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Napoli - Ufficio Gip - su richiesta della Procura Distrettuale della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambito di una indagine che rappresenta la prosecuzione di analoga manovra investigativa che nel maggio del 2016 aveva interessato le cave San Severino Ricomposizioni ambientali e Neo. Ne dà notizia la Città metropolitana.

L’attività – sviluppata dal novembre 2016 al settembre 2017 - riguarda il traffico organizzato di rifiuti che sono stati convogliati nella cava in ricomposizione ambientale Apostolico e Tanagro di Comiziano (Napoli) ed i conseguenti delitti di inquinamento e tentato disastro ambientale.

In particolare le attività investigative svolte congiuntamente dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e dal Comando di Polizia Metropolitana di Napoli, hanno permesso di stabilire come gli indagati, al fine di conseguire un ingiusto profitto consistente nel ritorno economico dal non sopportare i costi dovuti ordinariamente per lo smaltimento dei rifiuti presso siti autorizzati, con più operazioni e attraverso l’allestimento di mezzi ed attività, gestivano abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti,  si pensa ad almeno 72.500 tonnellate. I rifiuti in questione tra l’altro venivano prelevati da vari siti, tra cui i cantieri per la realizzazione della Metropolitana di Napoli (tratta Corso Garibaldi/Capodichino). Cinque i provvedimenti di custodia cautelare eseguiti.

Soddisfazione dal sindaco metropolitano Luigi de Magistris: Anche stamattina la nostra Polizia metropolitana è intervenuta per contrastare il sistema di gestione illecita dei rifiuti e ancora una volta la collaborazione istituzionale e interforze ha dato ottimi risultati. Nonostante i limiti finanziari e l’esiguità delle risorse stiamo dando segnali forti a quanti credono, come noi, nella battaglia per sconfiggere per sempre il sistema che ha portato alla tragedia della terra dei fuochi».

Grande soddisfazione per la nuova maxi operazione operata dalla polizia Metropolitana di Napoli congiuntamente ai militari del Comando Carabinieri Noe Caserta del gruppo carabinieri tutela ambientale di Napoli è stata espressa dal Consigliere Metropolitano alla Polizia Carmine Sgambati che ha voluto ringraziare il comandante e gli agenti della Polizia Metropolitana per la nuova importante operazione che «assesta un colpo durissimo al sistema illegale di smaltimento dei Rifiuti  e che per anni ha avvelenato la nostra terra».

Universiadi, ok agibilità per lo stadio del nuoto di Caserta

CASERTA. Lo stato di degrado della struttura aveva portato alla chiusura dello stadio per oltre due mesi, lo scorso anno, tra agosto e ottobre; poi l'impianto aveva riaperto ma con rilevanti prescrizioni dettate dall'allora presidente della Provincia Silvio Lavornia, come quella di poter ospitare appena duecento persone. Rilevanti in questi mesi anche le perdite economiche delle circa 20 società sportive che svolgono corsi di nuoto e altre attività. Peraltro molte società non erano neanche in regola con i pagamenti alla Provincia. «In appena tre mesi - ha detto il presidente della Provincia Giorgio Magliocca - sono stati rimessi i conti economici in ordine, e stiamo offrendo un servizio sportivo alla comunità provinciale in totale sicurezza, avendo lo Stadio del Nuoto di Caserta tutte le certificazioni in ordine; questa struttura diventerà una fonte di reddito per le casse dell'Ente ed il suo fiore all'occhiello». È stata la nuova amministrazione dell'Agisap (Agenzia per la gestione degli impianti sportivi provinciali), insediatosi a marzo su nomina di Magliocca, a realizzare i necessari lavori per circa 30mila euro mettendo a norma l'impianto elettrico e fornendo la struttura di tutte le certificazioni mancanti. 

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