Lunedì 21 Gennaio 2019 - 16:12

Estorsioni a imprenditori nel Casertano, due arresti

CASERTA. I carabinieri del reparto territoriale di Aversa (Caserta) hanno eseguito un provvedimento nei confronti di due soggetti ritenuti appartenenti al clan dei Casalesi - gruppo Di Tella, nell’ambito di attività coordinata dalla Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Le investigazioni, condotte con metodologie tradizionali a seguito delle dichiarazioni rese da parte delle persone offese alla polizia giudiziaria operante, hanno permesso di acquisire gravi elementi indiziari a carico degli indagati, ritenuti dal Gip in sede cautelare responsabili di un tentativo di estorsione, commesso nello scorso mese di novembre, ai danni dei titolari di un’impresa edile con un cantiere attivo nel territorio del comune di Teverola. I due uomini sono Antonio Barbato, nato a Caserta nel 1976, destinatario di ordinanza impositiva della custodia in carcere, e Carmine Lucca, nato ad Aversa (CE) nel 1970, destinatario di ordinanza impositiva del divieto di dimora nelle province di Caserta, Napoli e Latina.  Nell’ordinanza cautelare il reato è stato ravvisato nella forma aggravata dal metodo mafioso, consistente nell’intimazione di “mettersi a posto", rivolta dai due agli imprenditori estorti. Barbato è una persona nota a Teverola e zone limitrofe per i suoi trascorsi criminali, in quanto è stato già condannato due volte nel 2010 e 2015 con sentenze divenute irrevocabili per gravi reati estorsivi, commessi anche con l’uso di armi, nonché per partecipazione all’associazione di tipo mafioso del clan dei Casalesi, gruppo Di Tella, tradizionalmente vicino alla fazione Schiavone del clan camorristico. Il 42enne, per effetto delle due sentenze citate, ha espiato una pena complessiva di sette anni e sei mesi di reclusione, poiché gli veniva riconosciuto il regime della continuazione tra tutti i reati contestati, per cui veniva liberato il 14 aprile del corrente anno. Ebbene, come già era accaduto all’atto di una sua precedente scarcerazione nel 2013, l’indagato, pochi mesi dopo essere tornato libero, riprendeva le condotte delittuose. 

Cadavere di un 33enne trovato in auto nell'Avellinese

AVELLINO. Il cadavere di un uomo di 33 anni è stato trovato questa mattina a Castelvetere sul Calore, in provincia di Avellino. Il corpo si trovava all'interno di un'auto parcheggiata in corso Umberto I. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della compagnia di Montella. Su disposizione dell'autorità giudiziaria, la salma è stata trasferita all'ospedale di Avellino. Sono in corso accertamenti per stabilire la causa del decesso che al momento si esclude essere attribuibile a causa violenta.

Pd Campania, 4 candidati alla segreteria campana

NAPOLI. Sono quattro i candidati alla segreteria del Partito democratico della Campania. Entro il termine previsto delle ore 16, hanno presentato le firme necessarie per la candidatura il deputato Umberto Del Basso De Caro, il sindaco di Poggiomarino Leo Annunziata, il sindaco di Marano Rodolfo Visconti e Armida Filippelli, dirigente scolastico tra i firmatari dell'appello "Per Napoli". Come previsto dal regolamento, essendo il numero dei candidati superiore a tre, la preselezione avverrà attraverso il voto degli iscritti nelle assemblee di circolo per il congresso nazionale, che sono previste dal 7 al 23 gennaio 2019. I tre candidati che otterranno più voti si confronteranno nelle primarie aperte in programma il 3 marzo, in concomitanza con quelle fissate per l'elezione del segretario nazionale.

Pronto soccorso chiuso per formiche: manager Asl presenta esposto a Nas

NAPOLI. Il direttore generale della Asl Napoli 1 Centro, Mario Forlenza, ha presentato ai Carabinieri del Nas un esposto in merito alla chiusura temporanea del pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli per la presenza di formiche lo scorso 19 dicembre. Forlenza ha rappresentato ai Carabinieri «la necessità che siano effettuate le tutte le opportune verifiche ed indagini circa quanto accaduto». La vicenda, secondo Forlenza, «va approfondita perché, dopo l'episodio della paziente coperta da formiche del 10 novembre, fu dato mandato al Dipartimento di Prevenzione di assumere ogni utile iniziativa d'intesa con il direttore sanitario del Presidio ospedaliero San Giovanni Bosco per avviare interventi di radicale disinfestazione e bonifica dei locali locali, e alla struttura tecnico-manutentiva un'urgente manutenzione ordinaria con interventi da effettuarsi nei reparti di degenza secondo un preciso cronoprogramma. Siccome tali interventi sono stati fatti per quasi tutti i reparti, risulterebbe strano che, nonostante gli interventi di disinfestazione e bonifica, la problematica si sia ripetuta». Inoltre, prosegue Forlenza, «vanno bene accertate le modalità, la tempistica e le responsabilità con cui si e' proceduto alla chiusura temporanea del Pronto soccorso e se ciò sia stato fatto nel rispetto delle normative le quali prevedono che l'interdizione di una struttura di un presidio ospedaliero, sia essa una stanza, un reparto, un'intera ala del presidio, è di esclusiva competenza della Direzione sanitaria presidiale che si assume la totale responsabilità dell'iniziativa, e tale procedura può anche essere intrapresa anche su indicazione del personale afferente allo stesso presidio». «Tale accertamento - spiega Forlenza - è fondamentale perché quello che ha fatto notizia con ampia eco mediatica è stato il fatto che si sia chiuso, ancorché temporaneamente, il Pronto soccorso. Pertanto il provvedimento di interdizione di una qualsivoglia struttura di un Presidio ospedaliero da parte di altri, non all'uopo delegati, dovrebbe ritenersi sicuramente un atto illegittimo». Con riferimento alla denunciata situazione delle forti carenze strutturali del San Giovanni Bosco, Forlenza ricorda che «è noto che da anni al San Giovanni Bosco non è stata fatta alcuna manutenzione straordinaria ed è per tale motivo che la Asl ha richiesto al Ministero della Salute, tramite la Regione Campania, fondi per circa 7,8 milioni di euro per una manutenzione straordinaria sia esterna che interna. Dalla richiesta, però, sono passati ben 8  mesi senza alcun riscontro», conclude Forlenza.

Rinasce l'Unione cronisti in Campania, Sandro Ruotolo presidente

NAPOLI. Rinasce l’Unione cronisti in Campania, Sandro Ruotolo, giornalista sotto scorta per le sue inchieste sul clan dei Casalesi, sarà il presidente del gruppo di specializzazione del Sindacato unitario giornalisti della Campania. Con lui anche Arnaldo Capezzuto, che ricoprirà il ruolo di segretario, e un direttivo costituito da Giancarlo Maria Palombi, Fabio Postiglione, Carlo Porcaro, Stefano Androne e Luciana Esposito.
«Accolgo con emozione il compito di coordinare questo gruppo di lavoro all’interno del Sindacato unitario dei giornalisti campani. Sì, lo intendo proprio così: un gruppo di lavoro che si impegna a far rispettare il diritto di cronaca che oggi è messo a dura prova dalle querele temerarie e dalle minacce da parte degli uomini della camorra e del malaffare – ha dichiarato Ruotolo – Noi staremo sempre a fianco di chi con umiltà, buonafede e indipendenza tiene in alto l’articolo 21 della nostra Costituzione. Staremo con chi, anche se non è in possesso del tesserino professionale, fa il giornalista sul nostro territorio. Abbiamo il dovere di informare e l’opinione pubblica ha il diritto di essere informata».

«La decisione di Sandro Ruotolo di accettare la presidenza del gruppo cronisti della Campania è un’ulteriore segnale della sua sensibilità verso i tanti colleghi di quella regione che vivono in condizioni precarie e spesso nel mirino del malaffare e della corruzione. Il suo impegno renderà ancora più forte quella “Scorta mediatica” che, in diverse occasioni, Ruotolo ha offerto ai colleghi minacciati, in Campania e non solo, riprendendo e approfondendo le loro inchieste e non lasciandoli mai soli» hanno affermato il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Beppe Giulietti.

Il direttivo del SUGC, che ha visto l’insediamento della consigliera Nunzia Marciano, ha deliberato anche la nomina del nuovo segretario provinciale di Salerno che è la collega de “La Città”, Clementina De Maio, cdr del suo giornale e impegnata in una difficilissima vertenza nella quale ha dimostrato grandi capacità; e del nuovo segretario per la provincia di Avellino, Amedeo Picariello. «La squadra del Sugc si allarga – afferma il segretario regionale Claudio Silvestri – Sandro Ruotolo è già un punto di riferimento e di collegamento per i giovani cronisti della regione, la sua esperienza sarà fondamentale per dare ancora più forza all’azione decisa che il Sindacato ha intrapreso dalla sua nascita in difesa dei cronisti. Con i due nuovi segretari provinciali contiamo di dare un impulso maggiore sui territori, con la possibilità di dare ai colleghi un contatto diretto con il sindacato e tutti i servizi che offre».

Sentenze truccate, sequestro di beni per un milione e mezzo per un giudice di pace

TORRE ANNUNZIATA. La Guardia di Finanza di Torre Annunziata sta eseguendo un decreto di sequestro preventivo d'urgenza emesso dalla Procura di Nocera Inferiore (Salerno) nei confronti del giudice di pace Antonio Iannello, arrestato lo scorso 27 settembre insieme ad altre 22 persone con l'accusa di corruzione in atti giudiziari. Le indagini hanno consentito di ricostruire un quadro indiziario dal quale è emersa una sistematicità di condotte di "corruzione in atti giudiziari" perpetrate da diversi giudici di pace, numerosi avvocati e svariati consulenti tecnici, con riferimento a pratiche e contenziosi riguardanti finti incidenti stradali.  Secondo gli investigatori esisteva un accordo illecito tra il giudice di pace e l'avvocato di parte che condividevano la scelta di un perito compiacente al quale affidare la consulenza favorevole. Una volta selezionato il perito, quest'ultimo da un lato provvedeva a elargire la prima parte della "mazzetta" al giudice di pace in segno di riconoscenza per la nomina ricevuta. Successivamente, lo stesso consulente beneficiava di un indebito compenso da parte dell'avvocato per l'ottenimento di una perizia particolarmente favorevole. Infine la dinamica corruttiva si perfezionava attraverso la redazione "congiunta" della sentenza, concordata dall'avvocato di parte e dal giudice di pace, con quest'ultimo che riscuoteva dal professionista la seconda parte della tangente, il cui importo variava in ragione del risarcimento indebitamente sentenziato, anche grazie alla consulenza pilotata. Nell'arco di un solo mese di monitoraggio investigativo da parte dei finanzieri del gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata sono stati registrati 37 casi di corruzione, più di un episodio di corruzione al giorno. Gli accertamenti di natura economico-finanziaria a carico del giudice di pace Iannello hanno consentito alla Guardia di Finanza di Torre Annunziata di rilevare una significativa sproporzione tra le entrate finanziarie e il patrimonio costituito dall'indagato rispetto ai redditi dichiarati. In particolare, le investigazioni eseguite hanno evidenziato un aumento esponenziale delle disponibilità di denaro accumulate dal giudice Iannello nell'ultimo quinquennio, che gli hanno permesso anche l'acquisto di autovetture e immobili fittiziamente intestati a familiari conviventi. Con l'esecuzione del provvedimento cautelare sono stati sottoposti a sequestro preventivo d'urgenza disponibilità finanziarie, due immobili ubicati a Scafati (Salerno) e beni mobili per un ammontare complessivo di oltre 1,5 milioni di euro. 

Incidente nel Salernitano, un morto e sei feriti

SALERNO. Un morto e sei feriti è il bilancio di un grave incidente stradale che si è verificato sull'autostrada del Mediterraneo a un chilometro dall'uscita di Campagna direzione Sud, nel Salernitano. Il sinistro ha coinvolto almeno tre veicoli. La vittima, secondo le prime informazioni raccolte, sarebbe un 42enne originario di Eboli. Sul posto la Polizia Stradale che sta ancora lavorando per ricostruire la dinamica dei fatti. 

Uccise moglie e cognata, morta anche la suocera del finanziere suicida

CASERTA. Non ce l'ha fatta Assunta Laurenza, la donna ferita con due colpi di pistola il 15 novembre scorso nella cartolibreria di famiglia di Vairano Patenora, nel Casertano, dal genero, il finanziere Marcello De Prata, che nel corso dell'azione uccise la moglie Antonella e la cognata Rosanna, figlie della Laurenza, per poi togliersi la vita. Il finanziere sparò anche a Mario Laurenza, marito di Assunta e padre delle due sorelle, che è morto il 23 novembre scorso. De Prata, è emerso dalle indagini effettuate dopo il fatto, non accettava la fine della relazione con la moglie Antonella.

Picchiata in un bar perché polacca, tre arresti

CASERTA. Tre persone, due uomini e una donna, sono stati arrestati dai Carabinieri per un brutale pestaggio avvenuto all'interno di un bar a Teano, nel Casertano, ai danni di una giovane donna di nazionalità polacca. Nei loro confronti il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha ritenuto configurabile l'aggravante della xenofobia, e in particolare dell'odio nazionale. I tre, un 56enne, un 37enne e una 35enne, sono stati posti agli arresti domiciliari dai Carabinieri della stazione di Pignataro Maggiore, in esecuzione di un'ordinanza di misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura sammaritana. L'episodio è stato ripreso in buona parte dalle telecamere del circuito di videosorveglianza installato all'interno del locale, particolare che ha facilitato la ricostruzione dell'episodio avvenuto lo scorso novembre. La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto e ottenuto dal gip l'aggravante della xenofobia «avendo gli indagati aggredito la persona offesa proprio in ragione della sua nazionalità, secondo quanto riferito dalla denunciante e confermato dai soggetti escussi presenti ai fatti». 

In auto con dipinti e preziosi rubati, arrestati due albanesi

CASERTA. I Carabinieri di Casoria hanno arrestato ad Orta di Atella (Caserta) due albanesi già noti alle forze dell'ordine, A.D. di 40 anni, domiciliato a Orta di Atella, e M.M., 27 anni domiciliato a Pastorano, trovati in possesso di 5 dipinti su tela del valore di circa 3mila euro risultati trafugati da un appartamento a Isernia la notte del 4 dicembre. I due, a bordo di un'auto, hanno tentato di non fermarsi all'alt dei Carabinieri speronando i militari, ma sono stati inseguiti e fermati. Perquisendoli, i militari hanno trovato in loro possesso gioielli provento di un furto in abitazione perpetrato il 7 dicembre in provincia di Isernia. Nelle loro abitazioni, invece, i Carabinieri hanno trovato il resto, sequestrando i 5 dipinti appartenenti alla "Scuola napoletana" che rappresentano una deposizione, fanciulle, putti, musicisti e scene di guerra. Sono stati trovati nella disponibilità degli arrestati anche 7 borse griffate, bracciali e collane d'oro, 9 orologi, 5 cellulari, le chiavi di 3 autovetture, un'aspirapolvere e occhiali da sole: l'origine degli oggetti, presumibilmente illecita, è in corso di accertamento. I due risponderanno in concorso di furto aggravato, ricettazione, possesso ingiustificato di arnesi da scasso, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Al termine delle formalità sono stati portati nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

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