Mercoledì 26 Aprile 2017 - 4:04

È morto Gianni Boncompagni

ROMA. Lutto nel mondo dello spettacolo italiano. È morto a Roma all'età di 84 anni Gianni Boncompagni. Era nato ad Arezzo il 13 maggio 1932. Nel 1964 era entrato in Rai come autore e conduttore radiofonico. Boncompagni è stato tra i grandi innovatori dello spettacolo italiano con Renzo Arbore, autore e conduttore di storici successi radiofonici come Bandiera gialla e Alto gradimento, e poi autore e regista di Pronto Raffaella?, Domenica In, Non è la Rai.
"Gianni Boncompagni è stato un pilastro, ha segnato la storia della radio e della tv", dice affranto Pippo Baudo apprendendo la notizia della scomparsa di "un grande amico. Con ironia e creatività ha rivoluzionato la radio con Renzo Arbore, con Alto gradimento che era una trasmissione modernissima. Penso ai tanti personaggi che ha inventato. Poi, quando si è dato alla tv - ricorda Baudo - ha portato la sua cifra anche sul piccolo schermo. È stato un grande scenografo, un eccezionale regista, un abile creatore di effetti. E non dimentichiamo che ha scritto anche tante nelle canzoni".
"La nostra amicizia è nata quando avevamo all'incirca 25 anni. Un'amicizia non conclusa ora che eravamo più vicini agli Ottanta che ai Settanta, come diceva sempre lui con il suo straordinario spirito toscano. Per me è stata un'amicizia provvidenziale, spero lo sia stato anche per lui". Renzo Arbore ricorda così Gianni Boncompagni,

Nino D'angelo: compleanno live al San Paolo

"Il Concerto 6.0". Ecco il nome dello show-evento live che Nino D'angelo porterà in scena allo stadio San Paolo di Napoli sabato 24 giugno, l'occasione giusta per festeggiare il compleanno (Nino compirà 60 anni il 21 giugno). Uno spettacolo in cui D'angelo ripercorrerà una straordinaria carriera tra musica, cinema e teatro, che ha fatto di Nino uno degli artisti più amati e di riferimento per le generazioni successive d'interpreti. "Mi piacerebbe che fosse una grande festa popolare, verace, dove divertirci tutti insieme, con un concerto ricco di canzoni che mi hanno visto crescere, a cominciare da quelle degli anni Ottanta". Il palco sarà allestito in quella Curva B tanto cara a Nino, protagonista in uno dei suoi film più amati. "Ho scelto lo stadio San Paolo perché per questo compleanno ho sentito l'esigenza di avere uno spazio grande, comunque un simbolo della città. Avrei dovuto fare un live in ogni vicolo di Napoli, o nel quartiere dove sono nato e cresciuto, per ringraziare il pubblico che mi segue da tanti anni ormai. Da qui la scelta dello stadio, senza dimenticare che io sono sempre "quel ragazzo della Curva B"". Un concerto, questo, dove Nino D'angelo proporrà, accompagnato dal suo gruppo musicale, i successi di una carriera lunga più di 40 anni e che da "San Pietro a Patierno" lo ha portato a essere uno degli artisti più apprezzati da pubblico e critica. Uno show dove le hit degli anni '80 ("Nu jeans e na maglietta", "Maledetto treno", "Sotto 'e stelle") e degli anni '90 ("Mentecuore", "Nun te pozzo perdere", "Carezza luntana") si sposeranno con le canzoni degli anni successivi che hanno visto Nino maturare artisticamente, fino alla "svolta" sociale, etnica, cosi definita dalla critica ("Senza giacca e cravatta", "Jammo ja'", "Jesce sole"). Sul palco sono previsti anche ospiti a sorpresa, non necessariamente famosi: quelle figure che hanno accompagnato Nino fin dagli esordi e caratterizzato il suo percorso umano ed artistico. Il "Concerto 6.0" è l'inizio di un progetto che proseguirà per tutto il 2017, culminando presto in un triplo cd che conterrà il dvd dello stesso show al San Paolo; un disco di inediti, e uno con i maggiori "insuccessi di Nino D'angelo".

Alessandro Panzeri e la bellezza della semplicità

Differentemente dalla parabola biblica del figliol prodigo, Alessandro Panzeri, con il progetto “Old Fashioned Lover Boy”, ha fatto fruttare i suoi “talenti”, tornando a casa con molta più ricchezza musicale rispetto alla sua partenza. Così il “giovane amante vecchio stile”, dopo l’esordio napoletano al MMB, ha presentato, al Mamamu di Napoli, il disco “Our Life Will Be Made Of Simple Things” (uscito a novembre 2016), svestendolo delle elettrificazioni e delle “ritmiche” della versione in studio, per mostrarlo nudo di un puro cantautorato d’autore, fatto di sola chitarra acustica e voce appena disturbate dalle ambientazioni della telecaster di Michele Ottaiano. La serata è stata, infatti, caratterizzata da una gradevolissima atmosfera di sognante intimità, la cui assenza di sezione ritmica e di “distorsioni” ha aggiunto e non tolto al tutto. Per chi ha avuto modo di seguire il percorso musicale di Alessandro (già membro e cantante degli Abulico) può facilmente “ascoltare” la voce di un uomo che con un’“ossimora dicotomia artistica” ha intrapreso un percorso introspettivo di matrice universale e di apertura internazionale, che dalle terre della scuola di Woody Guthrie passa per i “lamenti” di Nick Drake e arriva sino al romanticismo di Damien Rice. Il “pensiero” di Alessandro è chiaro sin dal titolo del disco “Our life will be Made of simple things” che, come da lui stesso affermato, “è un disco dedicato alla bellezza delle cose semplici, alla felicità da ricercare nelle piccole cose e nel vissuto della quotidianità con le persone che ti sono realmente vicine e nelle soddisfazioni che possono arrivare dallo scrivere una bella canzone e condividerla con amici o dall’abbraccio di una figlia o di un genitore”. È indubbio che il “giovane amante”, senza la retorica ma con la saggezza del “vecchio stile”, ha mostrato la giusta via da percorrere, fatta di semplicità e di spontaneità, quale monito per una società odierna purtroppo proiettata verso la cieca ricerca dell’iperbole in ogni aspetto del suo quotidiano e che, così, del quotidiano e della sua bellezza perde ogni giorno una gran parte della vera essenza del vivere umano. Sotto il profilo musicale “Our life will be Made of simple things” è un lavoro uniforme e compatto con una precisa identità e precipua forza data dalle aperture vocali di Alessandro, libere su spazi e paesaggi da “grandi laghi” o tra le strade di rallentate distese metropolitane (su tutte “Bowling Green”) e da un’elettrificazione sempre misurata, mai invadente, che si tramuta, a tratti, in frammenti di elettronica (si pensi a in “Oh My Love”) rendendo il disco dal volto fortemente contemporaneo.

Marco Sica 

 

Sul palco del San Carlo studenti delle scuole dell’infanzia elementari e medie

“Il Flauto Magico"  ha debuttato al Teatro San Carlo di Napoli e ha dato il via alla tournée di  una versione speciale, coloratissima e esplosiva dell’opera di Wolfgang Amadeus Mozart.  Lo spettacolo, messo in scena secondo l’innovativo metodo didattico di Scuola InCanto, ha come protagonisti decina di migliaia di studenti delle scuole dell’infanzia elementari e medie di varie città italiane. Scuola InCanto è un progetto didattico di avvicinamento alla lirica pensato e realizzato dall’Associazione Musicale Europa InCanto per gli allievi e gli insegnanti della scuola dell’obbligo con lo scopo di diffondere la conoscenza e l’amore per la musica, l’opera e il teatro in generale.
Il progetto è stato riconosciuto dal MIUR come progetto di eccellenza nell’ambito de “Il Teatro in Classe”, per “la sua valenza didattica e formativa nel divulgare la conoscenza del teatro e della musica a scuola e nel portare direttamente gli alunni all’interno di prestigiosi teatri di tradizione per far vivere loro l’emozione del teatro da protagonisti”. Nel 2017, il progetto Scuola InCanto è risultato selezionato come Buona pratica culturale di eccellenza dalla Regione Lazio e incluso nel Catalogo delle Buone Pratiche, attualmente in corso di realizzazione. Direttore Artistico e Direttore d’Orchestra: Germano Neri. Riduzione e Adattamento: Nunzia Nigro.
Regia: Lisa Capaccioli.
Scenografia: Giulia Breno. MimmoSica

 

Successo al San Ferdinando per Circus Don Chisciotte

Testo originale, suggestivo, kafkiano e con  momenti di forte comicità. Regia magistrale. Interpretazione eccellente dei sei artisti in scena con una citazione particolare per Giovanni Esposito.  Questa è il nostro giudizio su “Circus Don Chisciotte”, scritto, diretto e interpretato da  Ruggero Cappuccio,  che ha debuttato in prima nazionale al teatro San Ferdinando. Con lui, nel ruolo di Michele Cervante, e Giovanni Esposito, in quello dell’infermiere Salvo “Panza”, Giulio Cancelli, Ciro Damiano, Gea Martire, Marina Sorrenti. Le scene sono di Nicola Rubertelli, i costumi di Carlo Poggioli, le musiche di Marco Betta, disegno luci e aiuto regia Nadia Baldi. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale. Lo spettacolo è in replica fino al 30 marzo. Mimmo Sica

 

 

 

Morto Tomas Milian, aveva 84 anni

Addio al 'cubano romano'. Tomas Milian, nome d'arte di Tomás Quintín Rodríguez Milián, è morto ieri a Miami, ma la notizia si è diffusa solo oggi. L'attore era nato a Cuba, a L'Avana, il 3 marzo 1933 e aveva da poco compiuto 84 anni. Viveva da molti anni negli Usa ma il suo lavoro era conosciuto sopratutto in Italia. Nonostante avesse lavorato in film drammatici con grandi autori come Lattuada, Visconti, Maselli e Bertolucci, era conosciuto soprattutto per la sua partecipazione in western e film polizieschi, tra gli anni '70 e '80. La sua fama era legata soprattuto a due personaggi interpretati in più pellicole: Nico Giraldi, un maresciallo (dal 1981 ispettore) di polizia, romano dai modi poco garbati, ma efficaci, che conosce bene gli ambienti malavitosi avendone fatto parte in gioventù col soprannome de 'er Pirata'. E Sergio Marazzi, alias er Monnezza, un ladruncolo romano.

Addio a Mago Zurlì

È morto oggi a Milano, all'età di 89 anni, Felice Tortorella, meglio noto come Cino, conduttore televisivo e autore televisivo italiano, che ha legato il suo nome in maniera indissolubile allo Zecchino d'Oro, la manifestazioen canora per bambini, che ha ideato e condotto dal 1959 al 2008, per quasi cinquant'anni, interpretando per lungo tempo il personaggio di Mago Zurlì.

Boom per Pino Daniele al botteghino: 55mila spettatori in 3 giorni

NAPOLI. Straordinario risultato al botteghino per ''Pino Daniele. Il Tempo resterà'', il documentario di Giorgio Verdelli, prodotto da Sudovest Produzionie Rai Cinema e distribuito da Nexo Digital. Il docu-film proposto per 3 giorni, dal 20 al 22 marzo, in oltre 270 sale italiane ha raccolto oltre 600 mila euro e 55 mila spettatori posizionandosi sempre secondo al box office subito dopo La Bella e la Bestia della Disney, prima di John Wick 2 e The Ring 3. Verdelli, grazie alla sua profonda conoscenza di Pino Daniele, ha realizzato un ritratto inedito del musicista, raccontandone il rapporto intimo e profondo con la città di Napoli e la capacità di essere un artista apprezzato a livello internazionale.

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