Martedì 20 Novembre 2018 - 13:42

Migranti, a Claviere arrivano i funzionari del Viminale

Continua il botta e risposta tra Roma e Parigi dopo gli episodi di sconfinamento a Claviere denunciati dall'Italia. Nelle prossime ore, secondo quanto si apprende da fonti del Viminale, i funzionari della direzione centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere (dipartimento della pubblica sicurezza) saranno a Claviere "per verificare la situazione dopo i recenti episodi di sconfinamento".

Ieri il ministro dell'Interno Matteo Salvini, dopo aver denunciato "l'ennesimo abuso transalpino" aveva annunciato l'invio di pattuglie di polizia per presidiare il confine. E oggi, il ministro dell'Interno francese Christophe Castaner, in un'intervista a 'Le Journal du Dimanche' ha reso nota l'intenzione di voler discutere "nei prossimi giorni" con i suoi omologhi europei, tra cui Salvini, della questione migranti e dei respingimenti al confine tra Francia e Italia.

"Nella maggior parte delle zone di confine la cooperazione con la polizia italiana sta funzionando bene - ha spiegato Castaner -. Capisco che è necessario rafforzare questa cooperazione nella regione di Bardonecchia. Ma non contare su di me per aggiungere polemica a polemica". Quanto alle recenti polemiche tra Roma e Parigi sui respingimenti alla frontiera italo-francese, Castaner ha sottolineato che "le procedure applicate al confine, da entrambi i lati, sono il risultato del Codice di Schengen e di un accordo bilaterale franco-italiano". Secondo Castaner, le decisioni unilaterali "non possono farci fare passi in avanti''.

Immediata la replica di Salvini, che ha invitato il ministro francese a Roma: ''L'Italia non è più pavida, rassegnata a essere il campo profughi d'Europa e che prende ordini da Bruxelles e da Berlino - ha detto il vicepremier -. Aspetto il ministro francese a Roma, ma nel frattempo continueremo a pattugliare i confini. Siamo un Paese che ha rialzato la testa: chi non l'ha ancora capito se ne renda conto''. Commentando le parole del ministro francese, l'inquilino del Viminale ha poi osservato: ''Prendo atto con soddisfazione. Castaner evidentemente fa autocritica dopo gli episodi di immigrati scaricati come pacchi dalla polizia francese nei boschi italiani. Castaner è ministro da pochi giorni, sono sicuro che lavoreremo bene e nel rispetto reciproco. Ma servono i fatti: noi siamo pronti a tirare dritto''.

Peraltro, il ministro francese ha invocato ''più efficacia nei provvedimenti di espulsione''. ''Sono d'accordo'' sottolinea Salvini, ''è quello che sostengo da anni eppure mi davano del razzista, anche da Parigi. Meglio tardi che mai''.

«Ho paura», Ilaria Cucchi minacciata di morte

Insulti e addirittura minacce di morte via web a Ilaria Cucchi. A denunciarlo è lei stessa con un post su Facebook in cui confessa di avere paura. Le minacce arrivano dopo il colpo di scena al processo per la morte del fratello Stefano, il geometra di 31 anni, deceduto il 22 ottobre del 2009 all'ospedale Sandro Pertini di Roma, sei giorni dopo essere stato arrestato per possesso di droga. "Stiamo ricevendo - scrive Ilaria - una serie impressionante di insulti, minacce ed auguri di morte da profili di simpatizzanti della Lega, che è partito di governo, e da (mi auguro) sedicenti appartenenti a polizia e carabinieri come quello il cui profilo pubblico ora".

La sorella di Stefano posta infatti anche l'immagine del profilo Fb di una di queste persone, dalle quali afferma di aver ricevuto minacce, che scrive di lavorare "presso Polizia di Stato". Ilaria parla anche di minacce arrivate a Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi. "Confesso - sottolinea - che ho paura, per me, per la mia famiglia e per Fabio poiché nessuno persegue queste persone ma pare ci si debba preoccupare solo di Casamassima, Rosati e Tedesco. Io e Fabio - conclude - non sappiamo più cosa pensare".

Ponte Morandi, trovato tirante spezzato

Un tirante che appare come tranciato di netto e che all'interno mostra cavi con un altissimo grado di ammaloramento. Potrebbe essere il tassello 'chiave'quello individuato nelle ultime ore dai periti nell'ambito dell'inchiesta sul crollo di ponte Morandi per spiegare la dinamica del disastro di Genova avvenuto lo scorso 14 agosto. Si tratta del reperto numero 132, ritenuto un pezzo nevralgico dai periti del gip e dai consulentiche potrebbe essere compatibile con la ricostruzione del cedimento del viadotto per via di una corrosione degli stralli, i tiranti che sostenevano la struttura e che avrebbero dovuto essere ristrutturati nell'ambito del progetto di retrofitting del Morandi.

La parte repertata in particolare mostra un tirante strappato, tra quelli esposti sul lato mare del viadotto, in un punto di forte tenuta per l'equilibrio del ponte venendo meno il quale si potrebbe essere innescato il crollo.Il reperto 132 verrà ora inviato a Zurigo dove verranno eseguire ulteriori analisi.

Intanto, sul fronte delle indagini della Guardia di Finanza di Genova nella quale sono impegnati gli uomini del primo gruppo guidato dal colonnello Ivan Bixio, si amplia la lista delle persone informate sui fatti che potrebbero essere sentite dalla procura e la cui posizione è al vaglio degli inquirenti.

Una quarantina in tutto i nuovi nomi che potrebbero fornire indicazioni nell'ambito dell'accertamento di eventuali responsabilità legate alle manutenzioni sul viadotto: complessivamente tra la lista precedente e quest'ultima, compilata dagli investigatori, ci sono circa un centinaio di nomi tra cui i 21 indagati, le due società, e poi altri soggetti al momento ritenuti 'persone informate sui fatti'.

Ilaria Cucchi: non farò politica. E contesta il generale Nistri

ROMA. "Abbiamo apprezzato molto le dichiarazioni della ministra dopo la confessione di Tedesco e le sue dichiarazioni su quanto accadde a Stefano la notte del suo arresto. Ho accolto con molto entusiasmo il suo invito al ministero perche' mi sentivo protetta dalla sua solidarieta' istituzionale. Le mie aspettative su di lei non sono andate deluse". Lo ha detto Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, nel corso di una conferenza nella sede della stampa estera a Roma, dopo aver incontrato ieri la ministra della Difesa Elisabetta Trenta e il comandante dei Carabinieri, generale Giovanni Nistri. La Cucchi ha spiegato anche di aver chiesto "aiuto" alla ministra contro gli attacchi subiti via web. "Dal generale Nistri mi sarei aspettata non dico le scuse, perché avrebbe potuto essere per lui troppo imbarazzante. Ma non 45 minuti di sproloquio contro Casamassima, Rosati e Tedesco. Come a dire, ho pensato che gli unici tre pubblici ufficiali che hanno deciso di rompere il muro di omertà nel mio processo non sono degni di continuare ad indossare la divisa che io amo e che rispetto" ha detto la Cucchi. "Il generale Nistri avrà sicuramente le sue ragioni, ma perché dirlo a me, a noi, in questa occasione, in un processo in cui stanno emergendo gravissime responsabilità? Siamo sicuri che vi sia proprio adesso l'insopprimibile esigenza di punire proprio coloro che hanno parlato?", ha aggiunto. Poi ha concluso: "Visto che ultimamente ci sono una serie di polemiche e tirano fuori notizie vecchie, vorrei tranquillizzare tutti che, al di là del fatto che non ci sarebbe niente di male, Ilaria Cucchi non vuole fare carriera politica".

Milano, valori diossina alterati

Una "parziale alterazione della qualità dell’aria" dopo l'incendio scoppiato a Milano in via Chiasserini lo scorso 14 ottobre. E' quanto emerge dai dati dell'Arpa, diffusi dopo le analisi sui valori delle diossine e dei furani. "Durante le prime fasi dell'incendio, il valore della concentrazione totale delle diossine e dei furani (PCDD-DF) è risultato pari a 0.5 picogrammi per metrocubo, in termini di tossicità equivalente, a conferma di una parziale alterazione della qualità dell’aria - spiega l'Arpa in un comunicato - dovuta all’evento in corso".

Ad ogni modo, "i valori registrati nelle prime ore dell'evento rientrano nella fascia inferiore della casistica riferita agli incendi più importanti avvenuti dal 2017 in Lombardia. In proposito, si ricorda che l'andamento di questi inquinanti è particolarmente legato alle condizioni meteo che, quella notte, erano favorevoli alla dispersione della colonna di fumo verso l'alto" spiega l'Arpa Lombardia commentando le analisi sulla qualità dell'aria. "Per la valutazione di questo parametro non è previsto un limite di legge" ricorda l'agenzia. 

VALORI RIFERIMENTO - Inoltre, le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità fanno riferimento a esposizioni 'cronicamente' prolungate nel tempo (un anno e oltre) che incidono sul computo cumulativo delle esposizioni a queste sostanze nel corso della vita di una persona, individuando un valore di riferimento per esposizioni prolungate pari a 0,3 picogrammi per metrocubo, espressa in termini di tossicità equivalente, come livello al di sopra del quale è necessario individuare la possibile sorgente emissiva e controllarla nel tempo. 

Ovviamente la situazione espositiva legata all'incendio è completamente diversa, in quanto si tratta di evento emergenziale e tipicamente di breve durata. Le concentrazioni degli Ipa, gli idrocarburi policiclici aromatici, rilevate in via Chiasserini - e, in particolare quelle di Benzo(a)pirene, benzo(a)antracene, benzo(b)fluorantene e benzo(j)fluorante - sono risultate coerenti con i valori che in Milano città vengono misurati nel periodo invernale.

CAMPIONAMENTI - L'incendio è in fase di spegnimento, ma i campionamenti sui microinquinanti rimangono attivi e dureranno almeno fino al termine della fase emergenziale. I risultati delle analisi "sembrano in ogni caso confermare i trend di valori di concentrazione della fascia medio bassa, rispetto ad altri casi analoghi", aggiunge ancora l'Arpa.

I monitoraggi degli inquinanti tradizionali nei casi di incendio sono proseguiti: già nelle prime ore del rogo, le strumentazioni di pronto intervento, a risposta immediata, avevano escluso valori anomali di queste sostanze nell’aria della zona interessata dall’incendio. Nei giorni seguenti, le misure si sono estese anche in altri punti della città (Lotto, Wagner e Buonarroti) in base alle segnalazioni di forti odori di bruciato da parte dei cittadini ma "i monitoraggi hanno confermato l’assenza di valori anomali, nonostante il disagio e la presenza di odori sicuramente riferibili all’incendio", spiega Arpa.

VALORI ATTESI - Il 16 ottobre c'è stato un ulteriore campionamento in via Negrotti, in prossimità dell’area dell’incendio e nel punto di massima ricaduta del pennacchio dei fumi, il cui innalzamento risultava notevolmente ridotto rispetto alla giornata di lunedì, a causa delle variate condizioni meteo e della diminuzione del calore sviluppato dalla massa dei rifiuti. Le analisi, fa sapere l'agenzia, "hanno evidenziato una concentrazione di inquinanti, già presenti nel primo campionamento con canister (Diclorofluorometano, Diclorometano, Benzene, Toluene) a cui si sono aggiunti altri composti, rientranti nei valori attesi in un tipico ambiente urbano".

Sfollati, è il giorno del rientro a casa

Due ore di tempo e 50 scatoloni a disposizione per recuperare una vita. Due mesi dopo il crollo di ponte Morandi gli abitanti sfollati della zona rossa di Genova potranno rientrare nelle loro case per il recupero di beni ed effetti personali. Dopo il via libera arrivato sabato scorso da parte delle istituzioni locali, grazie ai dati positivi provenienti dai sensori di stabilità collocati sui 2 tronconi del viadotto, le operazioni di rientro partiranno questa mattina. Due ore di tempo per ogni nucleo familiare, gli sfollati saranno scortati dai vigili del fuoco nei loro appartamenti, chiusi dal 20 agosto scorso quando vennero sospesi i rientri nelle case. 

Si comincerà con i palazzi più lontani dal pilone 10: i primi a tornare a casa saranno gli abitanti dei civici 5, 6, 11 e 16 di via Porro. Secondo il piano stilato dai vigili del fuoco e pubblicato sul sito del Comune di Genova le operazioni, salvo interruzioni dovute a condizioni meteo avverse o a superamenti nei rilievi dei sensori, dovrebbero durare circa 13 giorni. Ad ogni famiglia saranno forniti 50 scatoloni da riempire con oggetti e beni. Fuori dagli stabili sono stati installati dei carrelli scorrevoli per aiutare nel trasporto degli oggetti che saranno poi depositati in un magazzino del comune dove i proprietari potranno ritirarli. Complessivamente il maxi trasloco costerà 1 milione di euro. 

No a domanda d'asilo, 22enne del Gambia si uccide

Non ce l'ha fatta e si è arreso. Amadou Jawo, 22 anni, si è ucciso impiccandosi nella sua casa a Castellaneta Marina in provincia di Taranto. Aveva appena ricevuto il rifiuto alla sua domanda di asilo politico. L'associazione Babele ha lanciato sui social network una sottoscrizione, con relativo conto corrente, per rendere possibile, attraverso una raccolta di fondi, il rientro in patria della sua salma. «Il suo sogno era tornare in Africa - scrive l'associazione in un post su Facebook, dando vita a una raccolta fondi -. Riportiamo la sua salma nel suo villaggio in Gambia. Realizziamo insieme il suo ultimo desiderio. Servono 5000 euro circa. Serve il contributo di tutti, anche minimo». Il giovane aveva vissuto a Lecce per circa due anni, recentemente si era spostato a Castellaneta.

"Chiudete le finestre", a Milano aria irrespirabile

A tre giorni dall'incendio di via Chiasserini, un odore acre investe ancora la città di Milano. Nessun agente inquinante pericoloso nell'atmosfera, assicura l'Arpa Lombardia che ha monitorato l'aria, ma in alcune zone del capoluogo lombardo si percepisce un forte odore tale da rendere l'aria irrespirabile, portato dal debole vento che dalla notte di ieri ha soffiato da Nord, investendo il settore occidentale della città. E sebbene si tratterebbe di sole "molestie olfattive" - perché dalle misure effettuate la sera del 14 ottobre "non sono state rilevate criticità rispetto agli inquinanti più pericolosi nell’immediato, come monossido di carbonio, ammoniaca, acido solfidrico, aldeidi, chetoni" -, ieri ATS -Città Metropolitana di Milano ha comunque consigliato "per le aree interessate, di tenere chiusi gli infissi per evitare infiltrazioni di fumo all’interno dei luoghi in cui si soggiorna; di evitare attività fisica all’esterno; di evitare il consumo di vegetali o altri alimenti conservati all’esterno".

"Il capannone incendiato in via Chiasserini - ha spiegato ieri il sindaco Beppe Sala in un post su Facebook - era stato sottoposto, già giovedì scorso, a controlli da parte di Città Metropolitana e Polizia Locale portando alla luce uno stoccaggio irregolare di rifiuti, subito segnalato alla Procura. Con i nostri tecnici e con la Polizia Locale ci siamo messi a completa disposizione della Questura e forniremo qualunque supporto utile alle indagini. Vanno accertate le responsabilità sui rifiuti irregolarmente stoccati. In ogni caso non intendiamo sottovalutare un problema che è certamente nazionale, ma il business illecito che gira intorno ai rifiuti deve ricevere da Milano un messaggio chiaro di opposizione".

Mimmo Lucano "in esilio"

Sono stati revocati i domiciliari al sindaco Mimmo Lucano per il quale è arrivato però il divieto di dimora a Riace. Questa la decisione del Tribunale della libertà depositata nella serata di ieri, giorno stesso dell'udienza.

Il primo cittadino del piccolo comune calabrese era finito agli arresti domiciliari il 2 ottobre per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti.

Lucano torna sì libero ma allo stesso tempo non potrà risiedere nella cittadina di cui era alla guida.

"Caro Mimmo lo so che non lascerai la tua e nostra amata Calabria ma se vuoi ti ospitiamo con amore a Napoli", afferma, in un tweet, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris d che aggiunge: "Il divieto di dimora nella tua Riace è peggio degli arresti domiciliari. Ma non potranno mai arrestare la rivoluzione. Riace vivrà con Lucano sindaco!".

“Vien dietro a me, e lascia dir le genti: sta come torre ferma, che non crolla già mai la cima per soffiar di venti. Dante. #ForzaMimmo", scrive Roberto Saviano su Twitter.

Obiettivo fame zero

Oggi è la Giornata Mondiale dell'Alimentazione indetta dalla Fao per commemorare la fondazione dell'Organizzazione nel 1945. Il focus di quest'anno è "Le nostre azioni sono il nostro futuro. Un mondo #FameZero entro il 2030 è possibile". Intorno al tema dell'alimentazione, al centro anche di uno speciale pubblicato nel Libro dei Fatti 2018, si organizzano oggi decine di eventi in oltre 130 Paesi del mondo per promuovere la consapevolezza e l'azione a livello mondiale a favore di chi soffre la fame e per garantire la sicurezza alimentare e diete nutrienti per tutti.

Nel celebrare la Giornata mondiale dell'alimentazione, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dice: "La comunità internazionale è invitata a rinnovare ogni sforzo per raggiungere l'obiettivo 'famezero' entro il 2030". "L'appuntamento odierno - aggiunge - fotografa un momento critico per lo stato di nutrizione del pianeta. Il numero delle persone che soffre la fame è in aumento". "La sfida di dimensione planetaria in atto", sottolinea Mattarella, impone "un lavoro congiunto - al fianco delle organizzazioni multilaterali - da parte di una pluralità di attori, pubblici e privati, a livello nazionale e internazionale, con responsabilità, senso di equilibrio nella gestione delle risorse alimentari e crescente consapevolezza riguardo ai comportamenti nei consumi".

La Fao spiega nel promuovere la giornata di oggi che "Fame Zero significa collaborare affinché tutti, dovunque, abbiano accesso a cibo sufficiente e che sia sicuro, sano e nutriente. Per raggiungere questo obiettivo - si legge sul sito - dobbiamo adottare uno stile di vita più sostenibile, lavorare con gli altri, condividere le nostre conoscenze ed essere disposti a dare una mano per migliorare il mondo".

L'Organizzazione sottolinea come dopo un periodo di declino, la fame nel mondo è di nuovo in aumento. Secondo il rapporto 'Lo Stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo 2018', oggi oltre 820 milioni di persone soffrono di denutrizione cronica. "Guerre, eventi meteorologici estremi collegati ai cambiamenti climatici, crisi economica e rapido aumento dei livelli di sovrappeso e obesità - si nota - stannoinvertendo la tendenza dei progressi fatti per combattere la fame e la malnutrizione".

"Il mondo - assicura la Fao - può raggiungere l'obiettivo Fame Zero se uniamo le forze tra Paesi, continenti, settori e professioni per perseguirlo fattivamente. Il 70% delle popolazioni povere mondiali vive in aree rurali, in cui la sopravvivenza è legata all'agricoltura, alla pesca e alla silvicoltura. Per questo motivo Fame Zero richiede la trasformazione dell'economia rurale". "Mentre milioni di persone soffrono la fame - si conclude -, 672 milioni soffrono di obesità ed oltre 1,3 miliardi sono in sovrappeso. Possiamo cambiare lo stato delle cose".

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