Domenica 17 Febbraio 2019 - 15:55

Pompei, turisti negli Scavi allagati

POMPEI. Le forti piogge di queste ore non hanno risparmiato neanche gli Scavi di Pompei, dove un vero e proprio fiume d'acqua ha letteralmente invaso il sito archeologico. Ma nonostante il maltempo i turisti non si sono dati per vinti e hanno comunque effettuato le visite programmate.

Costiera sorrentina, domani il laboratorio del gusto

PIANO DI SORRENTO. Sono i volti sorridenti dei produttori Slow Food ad invitare all'appuntamento di ottobre con il Mercato della Terra® della Costiera sorrentina, «non un mercato qualunque», come recita lo slogan che accompagna l'iniziativa. Ed è proprio il caso di dirlo: la Condotta locale Costiera Sorrentina e Capri propone ogni seconda domenica del mese a Piano di Sorrento un incontro ispirato ai principi della “gastronomia libera”, qualità a portata di tutti, e del cibo “buono, pulito e giusto”, senza dimenticare la solidarietà. Partecipando alla campagna di crowdfunding e devolvendo parte degli incassi alla causa, i produttori della Condotta hanno infatti preso parte al progetto “We feed the planet”, iniziativa di Slow Food per sostenere il viaggio e la permanenza di giovani contadini, allevatori, pescatori e cuochi provenienti da tutto il mondo per incontrarsi, confrontarsi sui problemi della piccola agricoltura e dibattere a Milano in “Terra Madre Giovani”. Con la consapevolezza di avere dato una speranza in più al futuro del cibo, domani il Mercato della Terra avrà una valenza ancora più significativa. Gli stand saranno attivi dalle 9.00 quando il consueto squillo di tromba darà il via alle vendite dei prodotti scelti accuratamente per qualità e genuinità secondo la filosofia della chiocciola.
Nel ciclo dei Laboratori del Gusto, in linea con le finalità preposte da Slow Food Educa che promuove cambiamenti generando pensieri e comportamenti nuovi e più responsabili, è inserito un argomento quanto mai attuale: il pomodoro San Marzano e il pomodoro antico di Napoli, Presidio Slow Food. Il Laboratorio, fissato per le ore 11.00 e adatto a bambini e adulti, sarà condotto da Patrizia Spigno, ricercatrice Eureco, e verrà impostato come un percorso gustativo e didattico tra profumi e sapori. Si tratterà la storia dei San Marzano e la grande biodiversità del territorio dove la sua coltivazione è nata e si perpetua. Grazie alla presenza dell'azienda Sodano e del produttore Bruno Sodano, sarà possibile anche conoscere le tecniche di coltivazione ed assaggiare le varie tipologie di pomodoro. Saranno infatti messi a confronto i pomodori dei Presidio, i Dop e il resto dei pelati con la finalità di offrire al consumatore gli strumenti necessari per riconoscere i diversi prodotti del proprio territorio ed effettuare, di conseguenza, una spesa responsabile.
Ospite della prima edizione autunnale del Mercato della Terra sarà, inoltre, l'azienda agricola Calafato direttamente dalla siciliana Caltanissetta, produttrice delle lenticchie di Villalba, anch'esse inserite tra i Presidi Slow Food, protagoniste di un'ulteriore e saporita degustazione.

Camorra, una lunga scia di sangue

NAPOLI. Si torna a sparare e a uccidere a Napoli. Oggi nel quartiere Ponticelli si sono consumati ben due agguati: prima è stata uccisa Annunziata D'Amico, sorella di un esponente apicale dell'omonimo clan attivo nel quartiere, poi poco dopo un uomo di 39 anni, C.G., è stato ferito a colpi di arma da fuoco. Il ferimento è avvenuto non lontano e quasi in contemporanea con l'agguato a Nunzia D'Amico, uccisa nel rione Conocal. Tutta da accertare però un'eventuale relazione tra i due fatti. I due episodi di oggi sono solo gli ultimi in ordine di tempo di una serie di delitti che nel 2015 hanno segnato faide di camorra riaccese in diverse zone della città, dalla periferia est al centro storico fino ai quartieri della zona occidentale. Scenario dell'agguato mortale avvenuto alle 13.30 di oggi è il rione Conocal, dove si è svolta una vera e propria guerra tra i clan D'Amico e De Micco per il controllo delle attività criminali. 

Dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che a marzo scorso hanno portato all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 12 persone, è emerso uno scenario fatto di raid, incursioni intimidatorie e sparatorie in strade. Le indagini hanno anche permesso di far luce sull'omicidio del 25enne Raffaele Canfora, avvenuto il 17 marzo scorso a Ercolano (Napoli), le cui cause per gli investigatori sono da ricercare nella crisi del rapporto tra esponenti del clan D'Amico e alcuni soggetti legati al clan della Vinella Grassi. Un omicidio "con modalità particolarmente efferate e abiette", scrisse il procuratore aggiunto della Dda Giuseppe Borrelli: il 25enne fu attirato con un tranello all'interno del rione Conocal con la prospettiva di ottenere la somma promessa per la vendita di droga, quindi condotto in un luogo appartato in contrada Patacca a Ercolano e trafitto da diversi colpi di arma da fuoco al torace. Morì in auto, a causa delle ferite riportate, dopo quasi due ore di agonia; il suo corpo è stato trovato il 19 aprile in una zona di campagna nel Casertano. 

Si è sparato, e molto, anche nel quartiere Forcella, nel cuore del centro storico della città. E' di pochi giorni fa l'esecuzione, da parte della Squadra mobile della questura di Napoli, del decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Dda partenopea a carico di undici persone ritenute appartenenti al gruppo camorristico facente capo alla famiglia Buonerba, detti "i capelloni", storicamente legata alla famiglia Mazzarella. Anche qui le indagini si sono concentrate su una faida tra clan, quelli dei Buonerba e quello facente capo alle famiglie Sibillo, Giuliano, Brunetti e Amirante, colpite lo scorso 9 giugno da un provvedimento cautelare emesso a carico di 64 persone. Le indagini hanno permesso di far luce sull'omicidio di Salvatore D'Alpino, avvenuto lo scorso 30 luglio in piazza Mancini, nei pressi di una pizzeria poco distante dalla stazione centrale; tra i destinatari del decreto di fermo figurano infatti Emilia Sibilloe Gennaro Buonerba, ritenuti i mandanti dell'omicidio, e Assunta Buonerba e Luigi Scafaro, ritenuti gli "specchiettisti" che segnalarono ai killer il bersaglio dell'agguato. 

Qualche giorno prima un giovane di 20 anni, Emanuele Sibillo, era stato ucciso in via Oronzio Costa; appena un giorno prima, nella stessa strada del quartiere Forcella, erano stati esplosi colpi di arma da fuoco in direzione della veranda di un'abitazione posta al piano terra di un edificio, mentre due notti prima tre minorenni erano rimasti feriti da colpi di arma da fuoco. Poco distante da Forcella c'è il quartiere Sanità, teatro dell'omicidio che più di tutti ha fatto scalpore e ha coinvolto opinione pubblica e istituzioni: quello di Gennaro Cesarano, 17 anni, ucciso poco prima delle 5 di mattina del 6 settembre scorso in piazza Sanità. Su dinamica e contesto nel quale è maturato l'agguato, e se il 17enne fosse o meno l'obiettivo dei killer, si sta ancora indagando. Nei giorni seguenti si sono svolte fiaccolate nel quartiere e una vasta partecipazione di gente del quartiere si è registrata ai funerali, svolti il 9 settembre nella chiesa di Santa Maria della Sanità. L'omicidio di "Genny" ha spinto la Commissione parlamentare antimafia a svolgere una missione in città il 14 e 15 settembre; nell'occasione il presidente della Commissione Rosy Bindi parlò della camorra come "uno degli elementi costitutivi della città", scatenando a reazioni in rappresentanti delle istituzioni, politici, intellettuali e società civile. 

Una recrudescenza criminale è stata registrata nel corso dell'anno anche a Soccavo, quartiere della periferia occidentale della città, teatro per anni della contrapposizione tra i gruppi camorristici dei Grimaldi e dei Vigilia i cui rispettivi boss sono stati arrestati dalle forze dell'ordine nei primi mesi del 2015. Tra il 6 e l'8 settembre sono stati registrati numerosi episodi di intimidazione, fino a vere e proprie sparatorie, nelle strade del quartiere. Nella notte tra il 5 e il 6 settembre numerosi colpi di arma da fuoco sono stati esplosi prima in via IV Novembre, poi contro una villetta in via Le Bucoliche, mentre nel corso della giornata del 6 settembre un raid intimidatorio è stato eseguito da alcuni giovani con volto travisato a bordo di scooter in via Epomeo, strada cuore del quartiere; qui gli agenti della Polizia hanno rinvenuto due ogive conficcate nel balcone al secondo piano di un palazzo. Qualche ora dopo, in serata, diversi colpi di arma da fuoco sono stati esplosi all'impazzata in via del Discobolo e anche in questo caso un proiettile ha colpito un balcone. La mattina seguente una bomba a mano inesplosa è stata trovata in un parcheggio in via Epomeo, mentre la notte seguente colpi di arma da fuoco sono stati esplosi da uomini a bordo di un'auto e contro la saracinesca di una pasticceria. L'8 settembre tre colpi di kalashnikov hanno danneggiato i vetri della sede di una onlus impegnata nell'assistenza ai disabili in via Adriano.

 

Estorsioni e maltrattamenti in famiglia, 38enne in manette a Ercolano

ERCOLANO. Estorsione e maltrattamenti in famiglia. Con queste accuse è finito in manette a Ercolano un 38enne della Cupa Viola, già noto alle forze dell'ordine. I carabinieri della tenenza di Ercolano, agli ordini del comandante Gianluca Candura, lo hanno bloccato dopo che, al culmine dell’ennesima lite familiare, aveva picchiato la sorella 26enne alla presenza di un minore dopo che la donna gli aveva negato soldi che sarebbero serviti, presumibilmente, per l’acquisto di stupefacenti.

Allarme della Coop ai consumatori: prodotto pericoloso per la salute

ROMA. La Coop ha richiamato dalla vendita, a titolo precauzionale, il prodotto 'Girellone cotto olive - Il Forteto' (lotto numero 40115) con scadenza il prossimo mercoledì perché "può presentare una contaminazione microbiologica da Listeria monocytogenes'", riporta l'avviso ai consumatori, pubblicato sul sito della Coop. "Invitiamo a non consumare il prodotto e a riportarlo al punto vendita per il cambio o il rimborso", prosegue la nota. Per ogni ulteriore informazione è possibili chiamare il numero 0555370574.​ I supermercati interessati sono quelli di Toscana, Umbria, Lazio e Campania. La listeriosi è una tossinfezione alimentare che in alcuni casi particolari può essere molto pericolosa.

A Napoli sono due i centri Ipercoop: a Quarto e Afragola. Nella cittadina flegrea il comando della polizia municipale ha lanciato una sorta di appello ai concittadini invitando a non consumare il prodotto e a riconsegnarlo direttamente al comando della Locale.

Arsenale nel vano airbag, 35enne in manette

NAPOLI. Una mitragliatrice Uzi, due pistole e munizioni sono state trovate all'interno di un'auto sottoposta a controllo dai Carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli. Un "arsenale" in possesso di un 35enne di Casoria, già noto alle forze dell'ordine e attualmente agli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio, sul quale hanno avviato le indagini i Carabinieri del nucleo investigativo. Le armi sono state trovate, nel corso di una perquisizione all'auto nell'ambito di controlli a carico di personaggi di interesse operativo, in un nascondiglio realizzato di fronte al sedile del passeggero, nel vano destinato a contenere l'airbag e i dispositivi di innesco della protezione. Le armi sono tutte nuove e in ottimo stato d'uso: si tratta di una semiautomatica fabbricata in Repubblica Ceca, un'altra semiautomatica di fabbricazione tedesca e di una pistola mitragliatrice di fabbricazione israeliana, dall'elevata cadenza di fuoco, provvista di 4 caricatori da 32 colpi. Dopo i primi accertamenti effettuati dai carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche di Napoli le armi saranno inviate al Racis di Roma dove si procederà a comparazione per verificare se siano state usate in fatti di sangue o di intimidazione. Il 35enne è stato portato nel carcere di Poggioreale.

Agguato a Nunzia D'Amico: trovata l'auto dei killer

NAPOLI. Agguato mortale a Ponticelli. Una donna è stata uccisa a colpi di arma da fuoco nel parco Conocal, intorno alle 13.30. La vittima, Annunziata D'Amico, era la sorella di noti e pericolosi esponenti apicali dell'omonimo clan camorristico dei D'Amico, attivo nella zona. La donna è stata trasportata all'ospedale Villa Betania ma è deceduta poco dopo aver raggiunto il pronto soccorso. Il presidio sanitario è stato letteralmente preso d'assalto dai familiari della vittima, numerose pattuglie di polizia giunte sul posto per sedare gli animi. L'agguato in via Chiaro di Luna, almeno due i testimoni, uno dei quali ha dichiarato di essere stato tamponato dall'autovettura dei sicari. Nella sparatoria è rimasto ferito il vicino di casa della donna. Nunzia D'Amico, sorella dei boss Giuseppe, Antonio e Giacomo, era pluripregiudicata per reati di camorra ed era stata scarcerata a luglio scorso, dopo aver scontato una condanna per traffico di droga. All'alba di domenica è stata ritrovata dalla polizia la Suzuki Swift utlizzata dagli assassini

Torre del Greco, entra nel negozio e gli rubano l'auto

TORRE DEL GRECO. Gli hanno rubato la macchina in una manciata di secondi. Un uomo si è fermato con la sua auto davanti ad un negozio di frutta in via Cozzolino, a Torre del Greco, è sceso per fare un acquisto di pochi secondi, ma tanto è bastato ai ladri per portargli via la Wolkswagen di piccola cilindrata parcheggiata lungo il marciapiede.

Abusivismo edilizio, sei milioni per far partire gli abbattimenti

NAPOLI. La Giunta comunale, su proposta dell’assessore Carmine Piscopo ha approvato la delibera con la quale vengono confermati gli stanziamenti di bilancio per gli abbattimenti di opere abusive per il complessivo importo di 6.124.555,33 euro. Tali somme consentono di portare avanti e completare il programma di demolizioni delle opere abusive disposte direttamente dalla Procure napoletane a seguito di sentenze passate in giudicato.

mutui. Gli abbattimenti vengono eseguiti in parte dalle Procure attraverso le ditte a tale scopo individuate ovvero dal Comune di Napoli a seguito di delega delle medesime Procure. Gli abbattimenti sono finanziati con l’accensione di mutui  presso la Cassa depositi e prestiti  e si riferiscono alle sentenze emesse dal 2008 al 2013. Per il 2011 il valore degli interventi è di 379,844,28 euro; per il 2012 di 1,5 milioni; per il 2013 di 1.370.828,30 euro e per il 2014 di  2.873.882,75 euro. Insomma, c’è stato un incremento progressivo dei soldi stanziati contro l’abusivismo edilizio.

venti interventi. Gli interventi di abbattimento che curerà direttamente il Comune assommano a circa 1,2 milioni di euro e riguardano circa 20 interventi. «Con questa delibera – ha dichiarato l’assessore Carmine Piscopo – garantiamo la prosecuzione delle attività in corso, il pagamento degli interventi di demolizione dei manufatti abusivi eseguiti direttamente dagli organi giudiziari, e diamo inizio al programma di demolizioni demandate al Comune». Molti di questi riguardano l’area Ovest. 

Bimba nasce senza ano, i medici se ne accorgono dopo 4 giorni

napoli. Alessandra ha rischiato di morire dopo soli quattro giorni di vita perché nessuno si è accorto della sua malformazione, la piccola è nata senza ano.

l’allarme del papà. Alle 12,08 del primo ottobre la piccola Alessandra è venuta al mondo, affetta da  ano vulvare una patologia che l’ha resa priva dell’ano. Un’anomalia complicata, ma dall’indiscutibile evidenza per cui riscontrabile facilmente con le accurate osservazione cui vengono sottoposti generalmente i bimbi appena nati. Qualcosa, però, stavolta non è andata come doveva. L’anomalia di Alessandra non è saltata all’occhio di nessuno e questa sua triste peculiarità da pericolosa ha rischiato di esserle fatale. Che la bimba fosse sana come i medici sostenevano, ci ha sempre creduto poco il papà, Gennaro Testa, 38 anni. «Ogni qualvolta la bimba dal nido veniva portata dalla mamma notavo che qualcosa non andava in lei – racconta Genny – Aveva sempre dei rigurgiti di latte dalla bocca e dal naso e durante questi episodi notavo che diventava scura in viso. La sua era sempre un’espressione di sofferenza. Preoccupato, ho sempre chiamato la dottoressa del nido per farle controllare la piccola, ma lei tutte le volte mi ha riferito che era tutto normale e che il fatto era da attribuire alla pesantezza del latte che Alessandra prendeva. Il latte era quello del nido in quanto mia moglie avendo subito un parto cesareo era impossibilitata ad allattarla». Nonostante le continue rassicurazioni da parte dei medici, la questione del «latte pesante» non ha mai convinto del tutto Genny e sua moglie, Natasha Passaretti, di 36 anni, e il lunedì scorso le loro preoccupazioni sono diventate reali e la neonata ha rischiato di morire. Il giorno in cui mamma e bebè avrebbero dovuto lasciare l’ospedale e tornare insieme a papà Genny e alla loro prima figlia Anna di otto anni, finalmente a casa insieme, la piccola è stata trattenuta in ospedale a causa dell’insorgere dell’ittero fisiologico. Nulla di grave, una condizione estremamente diffusa e che interessa più del 50% dei neonati e, in questo caso, una complicazione senza la quale alla piccola Alessandra non sarebbe mai stata riscontrata la sua patologia. 

salvata dall’ittero. «Alle 15,15 del lunedì, sono stato chiamato d’urgenza in ospedale. Mi hanno detto che osservando Alessandra per l’ittero fisiologico, con la lampada apposita che prevede che la bimba sia completamente nuda, avevano notato questa malformazione divenuta gravissima ora visto che mia figlia per 4 giorni aveva defecato dalla vagina invece che dall’ano e che bisognava intervenire all’istante altrimenti la bimba sarebbe addirittura morta. Subito dopo, infatti, è stata chiamata l’ambulanza del Santobono».
Giunta il lunedì pomeriggio all’ospedale Santobono, la piccola è stata nutrita sino a mercoledì attraverso dei lavaggi, al fine di evitare che andasse di corpo, rischiando così di morire. Sempre al Santobono ha subito il suo primo intervento, che le permetterà di mangiare ed andare di corpo senza mettere in pericolo la sua vita (attraverso la creazione della “borsetta”), finché non sarà in grado di sottoporsi ad un altro – e si spera ultimo – intervento definitivo. Un intervento che non si svolgerà prima di due mesi data la troppo giovane età della piccola. Il primo intervento è andato bene per fortuna ed i genitori di Alessandra hanno tirato un piccolo sospiro di sollievo, ma la domanda che li affligge costantemente è sempre la stessa: «È nata così e ci hanno detto che era sana, perché?». Una domanda cui bisognerà dare una risposta, nel rispetto del dolore causato all’intera famiglia Testa. Una risposta che potrebbe finalmente mettere fine ad episodi di questo tipo.

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